Alla ricerca di relitti sommersi e affascinanti tracce del passato, rigorosamente inedite. E' ancora ricco di incognite il fondo del mare del Golfo di Napoli, che in questi giorni si rivela - tra Capri e Sorrento - custode di anfore vinarie romane, ancora intatte. Sono i primi risultati di una tre giorni organizzata dalla Soprintendenza archeologica della Campania, dal dipartimento di archeologia subacquea della fondazione Ras (Restoring Ancient Stabiae, responsabile il professore Ugo di Capua), dall'università di Malta, dall'università Federico II attraverso il DiSTAR (con il progessore) Vincenzo Morra, dalla Società Geografica Russa con il suo team di esperti e dalla capitaneria di porto di Castellammare di Stabia. Il tutto con la supervisione della dottoressa Tommasina Budetta, responsabile del settore di archeologia subacquea della Campania, e la collaborazione dell'associazione "Russkoe Pole" e del consolato onorario della Federazione Russa a Napoli. Il progetto, dall'evocativo titolo "Il giardino delle sirene", è partito con una ricerca geofisica a fini archeologici nell'area sommersa tra Capri e Sorrento, in una batimetrica compresa tra i 50 e i 200 metri, finalizzata all'individuazione di relitti sommersi nel Golfo di Napoli. In particolare sono stati censiti due relitti inediti, uno Junker tedesco risalente alla seconda guerra mondiale (ancora riconoscibili la postazione di guida, il carrello e i resti della carlinga) e un relitto romano, che ha rivelato un carico consistente di anfore integre e in parte sigillate, il cui recupero e il cui esame potrebbero offrire nuovi spunti sulle rotte di transito commerciali nei nostri mari in epoca romana. (pasquale raicaldo - foto Ekaterina Kornilkova)
Relitti e anfore romane, a caccia di reperti tra Capri e Sorrento
Una squadra di ricercatori ha effettuato una ricerca geofisica nel Golfo di Napoli tra Capri e Sorrento per individuare relitti sommersi. Il progetto, chiamato "Il giardino delle sirene", ha rivelato due relitti inediti: uno Junker tedesco della seconda guerra mondiale e un relitto romano. Il relitto romano ha rivelato un carico di anfore vinarie integre e sigillate, che potrebbero offrire nuove informazioni sulle rotte commerciali in epoca romana. La squadra di ricercatori, composta da esperti russi e italiani, ha effettuato la ricerca con la supervisione della dottoressa Tommasina Budetta.
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