IL CASO L'ULTIMO MONITORAGGIO SUI 200 INTERVENTI FINANZIATI NELLA ZONA DI RIETI RIETI. Sono passati diciannove anni dal terremoto dell'Umbria, e su un terzo delle opere realizzate con i fondi per la ricostruzione non è ancora stato fatto il collaudo finale. Lo dimostra l'ultimo monitoraggio realizzato dai funzionari dell'Ufficio Sisma, la struttura creata dopo il 1997 (e riassorbita alcuni anni fa all'interno della provincia, archivio compreso) per la gestione dei soldi e degli interventi sugli immobili segnalati allora dal Genio Civile. È un report corposo e aggiornato, che sta per finire nel fascicolo per disastro e omicidio colposo della procura di Rieti. Anche perché si scopre che la chiesa di Sant'Angelo ad Amatrice, ristrutturata con un finanziamento di 260.000 euro, non è mai stata collaudata. Nessun ingegnere è stato sul posto a fare la verifica di stabilità, atto finale del procedimento di costruzione. Eppure il 13 agosto di quest'anno il vescovo in persona Monsignor Pompili ha deciso di riaprirla ai fedeli, inaugurandola con una messa. Undici giorni dopo, è venuta giù come il burro. Scorrendo la lista dei duecento interventi di ristrutturazione e miglioramento sismico che hanno riguardato il territorio provinciale (per un totale di 79 milioni di euro) si scoprono due fatti, altrettanto gravi, su cui il pool di magistrati di Rieti indagherà: ancora oggi il 10 per cento dei lavori previsti non è terminato o non è stato fatto; ancora oggi, inoltre, molti collaudi non sono stati eseguiti. Non è un dettaglio, questo. Il collaudo statico della struttura è fondamentale, è l'ultima verifica prima di riconsegnare una casa, un palazzo, una chiesa ai suoi frequentatori. In quella di Sant'Angelo nessuno lo ha fatto, probabilmente per la fretta di vederne riaprire i battenti. Stando al report, mancherebbe anche per l'intervento di consolidamento (100.000 euro) sul complesso parrocchiale di Roccapassa ad Amatrice, dove al momento del sisma risultava essere ancora in fase di "lavori in corso". Spostandoci un po' dalla zona colpita la notte del 24 agosto, si trova il cimitero monumentale di Orvinio "in attesa di collaudo". Ci sono decine di casi ancora, sia tra gli appalti che hanno gestito direttamente gli enti pubblici (Comuni, Commissario, Soprintendenza), sia tra i 41 lavori che si sono presi in carico le curie di Rieti e Poggio Mirteto. Una situazione oggettivamente anomala. Altra anomalia: gli improvvisi definanziamenti. I fondi post sisma 1997 che arrivarono ad Accumuli e ad Amatrice, circa 2 milioni di euro, sarebbero dovuti servire per aggiustare e mettere in sicurezza 21 immobili danneggiati gravemente dal terremoto. Uno di questi era la splendida chiesa del Purgatorio, nel centro di Amatrice. Ma l'intervento è stato definanziato. I 50.000 euro per la chiesa di Maria Santissima dei Monti? Definanziati. I 13.000 euro per la chiesa di San Lorenzo? Definanziati. Qualcuno deve spiegare.
Lo scandalo dei fondi stanziati nel '97 "A un'opera su tre manca il collaudo"
Nineteen years after the Umbria earthquake, a report by the Sisma Office reveals that only one-third of the 200 interventions funded for reconstruction in the Rieti area have not yet been finalized. The report, which is part of the case against the disaster and manslaughter charges, shows that the church of Sant'Angelo in Amatrice, which was rebuilt with a 260,000 euro grant, was never inspected. The church was reopened by the bishop on August 13, only to collapse 11 days later. The report also reveals that 10% of the 200 interventions are still ongoing, and that many inspections have not been carried out. The report lists 200 interventions worth 79 million euros, including 11 cases where the work was not completed or was not inspected. The bishop's decision to reopen the church without a final inspection is also under investigation.
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