Mentre il governatore Luca Zaia dice no allo scavo di altri canali in laguna, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro insiste sull'apertura del nuovo canale Tresse e nel corso della riunione di martedì con i vertici del Porto e di Vtp chiede alle compagnie di crociera di versare al Comune un ticket per ogni passeggero che sbarca in città: 10 euro. La partita varrebbe per le casse municipali 15 milioni di euro l'anno. Intanto riprendendo le manifestazioni dei no «grandi navi» che il 15 settembre protesteranno nel canale della Giudecca. VENEZIA. Non solo ha sponsorizzato per l'ennesima volta il canale Tresse Nuovo, che per lui è l'unica soluzione possibile per continuare ad avere le grandi navi in laguna e alla Marittima. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro nel vertice con il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa, l'assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti e il cda di Vtp ha ribadito la sua richiesta di far pagare un ticket ai crocieristi, aggiungendo una «minaccia» con il sorriso: «O le compagnie ci danno 10 euro a passeggero o divento un no global », avrebbe detto Brugnaro. L'idea non è nuova, ma in passato il sindaco aveva parlato di cifre decisamente più basse: 2 euro, per esempio. Con 10 euro arriverebbe alla città un incasso formidabile, nell'ordine dei 15 milioni visto che, pur con il calo degli arrivi per le limitazioni alle navi oltre le 96 mila tonnellate), Venezia ha un milione e mezzo di crocieristi ll'anno. Brugnaro spinge sul Tresse, il governatore Luca Zaia sta virando invece su Marghera, che è la soluzione a cui stanno pensando (e lo hanno scritto in un documento recapitato all'altro socio di maggioranza, la finanziaria regionale Veneto Sviluppo) anche le compagnie. Costa è un po' in mezzo, anche perché tra un mese finirà la sua esperienza alla guida del Porto, dopo otto anni. L'unico che gongola è Cesare De Piccoli, ex viceministro e promotore di un progetto di nuovo terminal alla bocca di porto di Lido, dove le navi enormi farebbero scalo in modo tale da non dover entrare in laguna: da lì passeggeri e bagagli sarebbero poi portati all'attuale Marittima per il checkout e viceversa. «Il mio progetto è l'unico che guarda al futuro, che è fatto di navi sempre più grandi», dice De Piccoli, il cui progetto è alle battute finali della valutazione ambientale: la commissione Via dovrebbe decidere a breve e i rumors parlano di un parere che potrebbe essere favorevole, seppur con alcune prescrizioni. «Forse sarà per questo che noto una certa agitazione», ironizza l'ex viceministro. Il progetto De Piccoli è quello su cui puntano anche gli ambientalisti, che non ne vogliono sapere di canali scavati. In realtà un gruppo di storici docenti Iuav da sempre legati al mondo «verde», tra cui Stefano Boato e Carlo Giacomini, ha ipotizzato un'altra collocazione alla bocca di Lido, più vicino all'isola del Mose, con una struttura galleggiante: il progetto aveva fatto la fase pre-Via ed è stato presentato al Senato. Gli ambientalisti sono pronti a ripartire con le proteste per dire no alle grandi navi in laguna, con una festa in Canale della Giudecca il 25 settembre con gruppi musicali, scrittori, attori su una piattaforma galleggiante. «Diciamo no alle crociere e sì alle case per i residenti, alle navi in bocca di Porto, al controllo di traffico acqueo e moto ondoso, sì a una città non in preda al turismo spiega il portavoce Tommaso Cacciari Sono evidenti l'assenza di idee sulla città e il bluff di Costa, Brugnaro e della lobby della crocieristica sulle navi». In vista del 25 è già iniziata la campagna social «Venezia che parla dai balconi»: l'invito per i residenti è di mettere bandiere contro le grandi navi alle finestre e poi condividere la foto su Facebook. Chi non ha una bandiera la può recuperare il 10 settembre in 18 banchetti in città. Il 15 settembre è in programma un'assemblea pubblica in Pescheria e il 17 il Comitato sarà con «Venezia è il mio futuro» in via Garibaldi. «Abbiamo fatto la prima manifestazione 8 anni fa dice Gasparetto abbiamo tenuto duro e ora dei nostri temi si parla anche all'estero. I progetti ci sono, ma sono chiusi nei cassetti di Ca' Farsetti».