Premio Piranesi: vincitori Purini-Valle, Chipperfield-Schwarz e Franciosini-Petrachi Uno dei temi più interessanti dell'architettura è l'inserimento del linguaggio contemporaneo in un contesto antico. La sistemazione dell'area dei Fori, in epoca fascista, è tra gli esempi più discussi, con la creazione della Via Imperiale che univa piazza Venezia al Colosseo. L'altra sera presso la Casa dell'Architettura sono state premiate tre proposte per una risistemazione dell'area dei Fori: un contributo teorico per il rilancio ad alto livello del dibattito su un argomento affrontato da anni inutilmente dal Campidoglio. I vincitori del concorso internazionale di idee lanciato in primavera dall'Accademia Adrianea assieme all'Ordine degli Architetti di Roma sono, ex aequo, i team Purini-Valle, Chipperfield-Schwarz e Franciosini-Petrachi. Tra le «menzioni speciali», da segnalare la proposta Andriani-Vasquez Consuegra. Già nel 2004 Carlo Aymonino presentò al sindaco Veltroni un progetto, come poi hanno fatto altri architetti. La proposta Purini-Valle punta sulla continuità dell'intera area dei Fori mantenendo la grande strada che li attraversa: ma é sostenuta da leggeri pilastri in cemento che consentono il collegamento tra i vari Fori. Il progetto anglo-tedesco crea un paesaggio campestre da cui emergono le antichità, con presenza di edifici di servizio moderni ma «leggeri». La terza proposta immagina un paesaggio urbano: una grande piastra pavimentizia a coprire le rovine musealizzate, anche se permangono all'esterno antichi volumi come la basilica di Massenzio. Al concorso di idee hanno partecipato 18 gruppi professionali, alcuni dei quali stranieri. La commissione giudicante è stata presieduta da Angelo Torricelli e Giuliano Volpe, col coordinamento di Paola Rossi. I promotori dell'iniziativa Piranesi Prix de Rome 2016- intendono offrire il grande lavoro professionale scaturito dai progetti premiati e menzionati al Comune di Roma e al Ministero dei Beni culturali per avviare una riflessione sulla possibilità di dare un nuovo assetto all'intera area dei Fori Imperiali. L'operazione è in realtà un valido contributo per sprovincializzare il discorso, spesso politicizzato, riguardante la gestione di una delle aree archeologiche più importanti del mondo.