È il 1960 quando villa Doria Pamphili, il più grande parco della città, viene tagliato in due da una strada, la via Olimpica, che prenderà il nome dall'evento che in quello stesso anno si svolge nella Capitale. Una lingua di cemento nel tratto che parte da piazza Pio XI e arriva a via del Casaletto In prima linea nella battaglia per la ricucitura tra le due parti di Villa Doria Pamphili fu il grande ambientalista Antonio Cederna. Anche in qualità di presidente della sezione romana di Italia Nostra, Cedema parlò più volte della ferita inferta al parco con la strada realizzata nel 1960. Due corsie per senso di marcia, in un tunnel a una profondità di circa sei metri, per un costo complessivo di 55 miliardi di vecchie lire: l'interramento dell'Olimpica era nel pacchetto delle opere da realizzare se Roma avesse ospitato le Olimpiadi del 2004. Poi salterà per mancanza di fondi. LA LUNGHEZZA DEI TUNNEL Ognuna delle due gallerie separate dal progetto approvato dal Campidoglio per riunificare le due parti di Villa Pamphili sarà lunga 1700 metri, con due corsie per ogni senso di marcia IL COSTO DELL'OPERA Interrare la via Olimpica da piazza Pio XI a via del Casaletto costerà 80 milioni di euro: la prima parte dei fondi è stata stanziata nell'ultimo assestamento di bilancio del Comune LA DURATA DEL CANTIERE Una volta assegnato l'appalto, i lavori dovrebbero durare non più di 24 mesi. Alle estremità del parco di Villa Pamphili sono previsti anche due parcheggi IL GIORNO dopo, sì sentono di buon mattino, si dicono di ottimo umore: «Non riuscirete a farmi litigare con Veltroni» scherza Rutelli con i giornalisti, «con lui vado d'accordissimo e sostengo in pieno l'amministrazione di Roma. Ci siamo parlati e insieme abbiamo riso su quanto basti poco a far scoppiare una polemica». Poche ore dopo, il guanto della pace dall'altro versante: «Rutelli e io andiamo d'accordo, siamo sempre andati d'accordo e continueremo a farlo», così Veltroni. Chiusa la partita, dunque? No, qualche strascico è rimasto. Un piccolo colpo di scena. Il progetto della giunta Veltroni criticato da Rutelli, quell'interramento della via Olimpica per ricucire i due versanti di Villa Pamphili declassato dall'ex sindaco come non prioritario perché troppo costoso a fronte di altri progetti più importanti ad esempio la ramificazione tra Circo Massimo e Palatino in verità era stato elaborato e illustrato ai romani proprio dallo stesso Rutelli, nei primi anni del suo mandato. Era il 27 dicembre del 1996. Così recita un'agenzia Ansa: «Entro il Giubileo il parco di Villa Pamphili tornerà ad essere unito e gli edifici saranno tutti restaurati». Ancora, conlestesse parole di Rutelli: «Si tratta di risarcire dopo 40 anni la ferita provocata dalle Olimpiadi del '60». L'interramento della via Olimpica, allora, faceva parte dei progetti irrinunciabili che Roma avrebbe dovuto realizzare se si fosse aggiudicata i giochi olimpici del 2004, per i quali Rutelli volle concorrere e che invece planarono suAtene. Fu anche un omaggio a un grande ambientalista, Antonio Cederna, che della ricucitura di Villa Pamphili aveva fatto una campagna di alto valore storico e paesaggistico, e che ottenne dall'allora sindaco impegno preciso contro «l'orrenda ferita». Non arrivò l'Olimpiade, ma si profilò il Giubileo e quelle stesse grandi opere pubbliche previste per la Roma dei Giochi, divennero progetti-chiave anche per l'Anno Santo. Sì, certo, anche Villa Pamphili riunita. Ma poi il piano sfumò anche dalle opere giubilarì, perché i tempi erano stretti, c'erano presenze archeologiche all'altezza Aurelia antica. Ci sì concentrò più sul sottopassino di Castel Sant'Angelo. «Sì, scegliemmo di accantonare Villa Pamphili, anche se tutti noi eravamo convinti del grande valore del piano» ricorda oggi Esterino Montino, senatore e segretario romano dei Ds, ma anche ex assessoredellagiuntaRutelli.Poi, rivolto al suo ex sindaco: «Mi meraviglia che Francesco, sempre così coerente, dopo nove anni abbia cambiato idea». Allora c'era anche Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza del Campidoglio: «Sì, quella riunificazione era una storica istanza del mondo ambientalista. Cederna accettò la candidatura alle Olimpiadi con tutta la mole di grandi opere pubbliche purché la "sua" Villa fosse sanata. Però, non vedo nessuna polemica tra Veltroni e Rutelli». E Mario Di Carlo, già amministratore nelle due giunte e ora consigliere regionale della Margherita: «Veltroni non è un clone di Rutelli, e viceversa. Va bene così. In nome dell'unità non bisogna cancellare le diversità, altrimenti si sta in una specie di caserma». E il centro-destra? Balza sulla «singolare spaccatura tra Rutelli e Veltroni», come dice Beatrice Lorenzin, coordinatrice di Fi; «La sinistra è divisa su tutto» taglia corto Marchi (An). Ma, ancora Di Francia: «Capisco che al centrodestra piacerebbe molto vederci litigare, ma non è così».
L'Olimpica da Rutelli a Veltroni
Il 1960, la via Olimpica a Roma viene tagliata in due da una strada, separando il parco di Villa Doria Pamphili in due parti. Il progetto di riunificazione del parco, avviato nel 1996, è stato criticato da Antonio Cederna, un grande ambientalista, e da Francesco Rutelli, allora sindaco di Roma. Il progetto è stato declassato a causa di costi troppo alti. Nel 2004, Roma avrebbe dovuto ospitare le Olimpiadi, ma non lo fece. Il progetto di riunificazione del parco è stato ripreso nel 2004, ma è stato accantonato a causa di problemi archeologici. Oggi, il parco è ancora diviso, e il progetto di riunificazione è stato dimenticato.
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