TERAMO La Provincia dovrà correre contro il tempo per sistemare prima della riapertura delle scuole le parti dell'Iti Alessandrini e dell'Itcp Pascal lesionate dal terremoto di Amatrice. Lo farà utilizzando la formula della somma urgenza, che permette di bypassare le normali procedure degli appalti. Nel frattempo, altre cinque scuole superiori del Teramano attendono ancora lavori di messa in sicurezza antisismica a seguito di danni riportati nel terremoto del 2009. Allargando il campo, ci sono quasi sette milioni di euro da spendere per la messa in sicurezza di dieci scuole superiori teramane, ma i lavori sono in corso solo in due scuole su dieci per un totale di 450mila euro. Per le altre o si è in fase di gara, o c'è la progettazione esecutiva, o (ed è la maggior parte dei casi) si è in attesa del via libera al progetto definitivo. È un fatto emblematico di quanto il sistema non funzioni. È la dimostrazione plastica che, quando si segue l'iter normale (e per normale intendiamo previsto dalle norme), i tempi si allungano al punto che si viene addirittura scavalcati dal successivo terremoto. Il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, dice: «L'amministrazione provinciale dell'epoca chiese molti più soldi al governo per la riparazione dei danni del terremoto, sono arrivati circa cinque milioni destinati ad altrettante scuole. Gli interventi più consistenti riguardano l'Itc Rosa e il liceo Peano di Nereto, rispettivamente 1,3 e un milione, il liceo classico Delfico di Teramo (1,1) e l'Itc Comi di Teramo (1,2). Per queste quattro scuole sono stati approvati i progetti preliminari, per l'Itc Rosa anche l'esecutivo che è in fase di validazione per il successivo invio all'Ufficio speciale della ricostruzione; negli altri tre casi attendiamo che Genio civile e, nel caso di Delfico e Comi, Sovrintendenza ai beni culturali approvino i progetti definitivi. La quinta scuola finanziata con i fondi post-sisma è l'Ipsia Marino, qui la gara (da 125mila euro) è stata espletata». Per le altre cinque scuole gli interventi di messa in sicurezza antisismica sono stati finanziati diversamente. Fondi Cipe del 2012 hanno permesso l'avvio di lavori su elementi non strutturali al classico Delfico (250mila euro) e al classico Saffo di Roseto (200mila). Allo scientifico Einstein di Teramo si è in fase di gara per lavori da 150mila euro, per l'Iti di Giulianova è stato approvato il progetto esecutivo da 750mila euro (fondi regionali), all'Ipsaa Rozzi c'è un progetto preliminare da 600mila euro (fondi Miur). «Abbiamo chiesto altri soldi alla Regione, 2,5 milioni per il classico di Teramo e 900mila euro per l'Ipsia di Atri, ma purtroppo i progetti sono lontani nella graduatoria», dice ancora Di Sabatino. Perché si va così piano? Il presidente la vede così: «Per quanto riguarda i miei uffici sto dicendo da mesi che dobbiamo correre di più e in effetti adesso stiamo correndo, l'ufficio edilizia scolastica è davvero sotto pressione. Quanto agli altri enti coinvolti in queste procedure, non voglio accusare nessuno. Penso però che le procedure siano troppo lunghe, c'è obiettivamente un ritardo nella spesa della ricostruzione che riguarda tutti. E dico che tutte le amministrazioni dovrebbero mettere come priorità la messa in sicurezza degli edifici pubblici».