ROMA «Potrei cavarmela con una domanda secca. Cosa sta facendo il governo per la : delega ambientale?». Sono le parole che Fabrizio Vigni, deputato Ds, ha rivolto ieri al ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi nel corso del question time alla Camera, chiedendo conto del «riordino, del coordinamento e dell'integrazione della legislazione in materia ambientale». Firmatari dell'interrogazione - oltre a Vigni - i deputati Calzolaio, Bandoli, Innocenti e Ruzzante, preoccupati per la sorte della riscrittura della legislazione ambientale del nostro Paese. Nonostante l'approvazione della legge delega sia avvenuta a dicembre 2004, infatti, a tutt'oggi la commissione che doveva predisporre i decreti legislativi nei vari ambiti si è riunita solo due volte, senza giungere ai necessari provvedimenti per i quali era stata istituita. «Il ministro per l'Ambiente Matteoli non si è visto» ha detto Vigni nell'intervento, ricordando ad un irritato Giovanardi i quattro anni di completo stallo del Governo sulle politiche ambientali. Dal canto suo il ministro ha risposto giustificando il ritardo con l'«elevato approfondimento parlamentare del tema». Ma se Giovanardi ha concluso impegnandosi a garantire l'approvazione dei decreti di riordino «nei tempi prestabiliti», le sue parole non hanno convinto i firmatari dell'interrogazione. Tra questi il deputato Ds Valerio Calzolaio, che ha replicato chiamando in causa l'assente Matteoli, «il ministro contro l'ambiente». Ma l'assenza di Matteoli era solo una tra le tante, in un Parlamento quasi deserto in cui il ministro Giovanardi ha dovuto - sempre più simile al parafulmine di un Governo nella tempesta - rendere conto in un sol giorno anche di calcio dilettantistico, commercio di articoli in pelle e cantieri autostradali.