L'incasso dei musei della giornata di domenica devoluto per la ricostruzione post-terremoto: all'iniziativa del ministero dei Beni culturali ieri hanno aderito tante realtà. Non solo i musei statali ma anche gallerie e fondazioni private in tutto il Lazio. L'intento è quello di utilizzare il ricavato per il patrimonio storico danneggiato dalle scosse. Davanti al Colosseo o al Maxxi non tutti i turisti sapevano dell'idea. «Il ricavato dei biglietti per il sisma? Bella idea, siamo tutti una comunità», commenta una delle tante visitatrici in coda al Museo del Vittoriano. Una visita dal doppio valore, la cultura che si fonde con la solidarietà. Tutti in fila per ammirare il Colosseo o le opere del Maxxi, con la consapevolezza di aver contribuito ad aiutare le popolazioni terremotate. È diventata subito virale infatti l'iniziativa del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini di devolvere tutti gli incassi dei musei statali della giornata di ieri ai territori colpiti dal sisma. Lo slogan è stato lanciato su Twitter con l'hashtag museums4italy (musei per l'Italia) ed è stato condiviso più di quattromila volte. Ma soprattutto molte realtà culturali, gallerie e fondazioni anche private hanno immediatamente aderito. Un tour dedicato all'arte si è trasformato così anche in aiuto concreto: questo il senso del provvedimento ideato dal Mibact con l'intento di utilizzare il ricavato degli ingressi per la messa in sicurezza o il restauro del patrimonio culturale devastato dalle scosse. Secondo le prime stime sono circa 300 gli edifici storici o monumenti che hanno subito gravi danni: il simbolo di questo disastro ad Amatrice è diventata la statua della Madonna della chiesa di Sant'Angelo, salvata dai vigili del fuoco. Gli ingressi e le biglietterie del Colosseo ieri erano tappezzate dai volantini che ricordavano a romani e turisti l'iniziativa benefica: una foto che ritrae la distruzione provocata dal terremoto nel reatino e nelle Marche e sopra le scritte in azzurro che rilanciavano l'appello. Solo per l'Anfiteatro Flavio si parla di una media di ventimila visitatori al giorno. «Non sapevamo che il ricavato dei nostri biglietti sarebbe andato ai terremotati ma ne siamo ben felici. - sottolinea Margareth, turista di Bolzano in gita nella Capitale - È una bella idea, siamo tutti una grande comunità, è giusto così». Andrea Baldi in vacanza con il gruppetto di amici ventenni partiti da Bergamo rilancia: «A saperlo ne avremmo presi il doppio di biglietti! Abbiamo già aderito alle raccolte del cibo, ma siamo pronti a fare ancora di più anche per riparare tutte quelle opere distrutte dal sisma». Davanti al Museo del Vittoriano o alla Domus Aurea tanti turisti hanno scoperto del progetto museum4italy solo una volta in fila, nonostante l'efficace tam tam sui social. Avvisi dell'iniziativa erano stati diffusi in diverse lingue (incluso il giapponese) e in tanti hanno condiviso l'hashtag. «Siete già stati un museo o ci state per andare? Quale avete scelto? L'importante è donare sempre!», il tweet rilanciato ad esempio dall'attore Luigi Lo Cascio. Da Federculture ai Musei Ecclesiastici Italiani, alla Civita Cultura Holding (che a Roma gestisce tra le altre le Gallerie Spada e Borghese) sono state molte le associazioni ad aderire a museums4italy. Lungo l'elenco dei siti «solidali»: dal Museo archeologico di Cassino a quello di Formia, dalla Necropoli di Cerveteri alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, dal Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo agli scavi di Ostia Antica.
Roma. Turisti in fila, la cultura paga la ricostruzione
Il ministero dei Beni culturali ha lanciato un'initiativa per devolvere gli incassi dei musei statali della giornata di ieri al patrimonio culturale danneggiato dal sisma. L'iniziativa, chiamata "musei4italy", è stata aderita da molte realtà culturali, gallerie e fondazioni private. Il ricavato degli ingressi sarà utilizzato per la messa in sicurezza o il restauro del patrimonio culturale devastato dalle scosse. Secondo le prime stime, circa 300 edifici storici o monumenti hanno subito gravi danni. Gli ingressi e le biglietterie dei musei hanno mostrato volantini che ricordavano a romani e turisti l'iniziativa benefica.
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