MESTRE. «Seimila posti letto alberghieri in più a Mestre? A patto che la città aumenti le proposte di turismo di qualità. E che si monitori tutto il sistema metropolitano per evitare che si riducano i tassi di occupazione sul resto del territorio». Mara Manente, ricercatrice del Ciset, analizza l'impatto che le nuove strutture alberghiere in terraferma potrebbero avere sul sistema turismo dell'area metropolitana. Hotel, ostelli, appartamenti per turisti: come ha scritto il Corriere del Veneto pochi giorni fa, tutte le iniziative porteranno a Mestre 6 mila posti in più. In una recente ricerca condotta con Ca' Foscari per conto della Camera di Commercio sulle opportunità della Città Metropolitana, Manente aveva sottolineato che la possibilità di alleggerire la pressione su Venezia sta nelle risorse del territorio, dalle Ville Venete alla Riviera fino al segmento di nicchia «green». Il punto è che i nuovi alberghi in terraferma sorgeranno tutti in zone comodissime per raggiungere la città storica in un quarto d'ora con bus, tram o treno: via Ulloa (progetto Salini-Impregilo), via Trento , piazzale Favretti (H10), San Giuliano (progetto dell'architetto Giovanni Caprioglio), via Ca' Marcello (Mtk), rampa Cavalcavia (gruppo AO). Il rischio di congestionare sempre più il capoluogo c'è ma non è un destino segnato. «È cruciale e strategico un Piano Strategico della Città Metropolitana che dia il quadro generale delle strutture ricettive e disegni una strategia comune e coordinata», osserva la ricercatrice. Ovviamente non si potrà distogliere da Venezia l'attenzione dei visitatori che per la prima volta arrivano in città, «si tratta invece di lavorare sulla fidelizzazione dei turisti, come fanno molte altre grandi città perché la prima visita è l'occasione per favorire un ritorno più consapevole». La chiave è far venire loro il desiderio di scoprire i musei di Villa Pisani e Quarto d'Altino, i paesaggi e gli agriturismi dei distretto del radicchio, Chioggia, il litorale, le ville Venete, i borghi meno scontati. Insomma il vaccino all'estate cafona che ha sconvolto Venezia è un'offerta di cultura, svago, tempo libero e ricettività più qualificate. Privati e istituzioni non sono mai andati oltre le dichiarazioni d'intenti «la questione è lavorare strategicamente sulle diverse proposte e cambiare il punto di vista: dalla competizione alla creazione di un sistema che collabora», suggerisce Manente. Agenzie di viaggi, portali, albergatori e proprietari di appartamenti turistici, gestori di siti, comunicatori social, ferrovie, compagnie di navigazione e aree, porti e aeroporti, strutture culturali controllano ciascuno un pezzo di informazione al viaggiatore. Nel quadro di una strategia metropolitana, coordinare la comunicazione non è una missione impossibile: «È indispensabile che il Piano Strategico produca una visione d'insieme». Alcuni dei nuovi alberghi saranno ostelli stellati, in Rampa Cavalcavia e via Ca' Marcello, ad esempio. Porteranno molti visitatori giovani e non troppo facoltosi. «Anche Praga e Barcellona hanno lavorato sulla fascia dei giovani visitatori ricorda la studiosa Opportunamente gestita, la cosa diventa una prospettiva per il futuro perché gli studenti con pochi soldi di oggi potranno diventare i turisti facoltosi di domani».