Quarantacinque chilometri di documenti custoditi in via Senato al civico 10, «che presto dice il direttore dell'archivio di Stato di Milano Benedetto Luigi Compagnoni diventeranno circa cinquanta: sono in arrivo i documenti dal 1956 al 1983 del tribunale per i minorenni di Milano». Il problema è che questi chilometri di documenti, quelli custoditi in tutta Italia negli archivi di Stato sono circa 1.600, rischiano di non trovare più nessuno (o quasi) che si prenda cura di loro e che li custodisca, permettendo agli storici di scrivere la storia e di conservare la memoria del Paese. A lanciare l'allarme è stata la deputata Milena Santerini che in una interrogazione parlamentare ha sottolineato come tra i 24 dirigenti archivisti del Ministero dei beni culturali e i 615 funzionari «il 66,3 ha più di sessant'anni e il 28,3 più di cinquanta». Una situazione che fra qualche anno, «quando andranno in pensione i sessantenni si legge nell'interrogazione di Santerini resteranno in servizio poco più di 200 archivisti». Non fa eccezione Milano con i suoi sei funzionari archivisti e il direttore Benedetto Luigi Compagnoni, 58 anni, a capo dell'archivio dallo scorso febbraio. Fino a due anni fa i funzionari archivisti erano 12, «con i pensionamenti dice Compagnoni siamo rimasti in sei, e da gennaio saremo cinque. Guardando a un orizzonte temporale più ampio il rischio è addirittura quello di rimanere in tre. Anche tra noi dirigenti degli archivi italiani spiega Compagnoni su 23 omologhi ho solo tre colleghe più giovani di me. Purtroppo l'elevata età media (58 anni, ndr) è prerogativa di tutte le attività del ministero del beni culturali». «Uno dei problemi che questa situazione presenta specifica il direttore dell'archivio di Stato meneghino è proprio la trasmissione del know how, cioè delle conoscenze, ai nuovi arrivati». Insomma, se manca il maestro che forma l'allievo o se il più esperto può rimanere accanto al nuovo arrivato per un tempo troppobreve, il rischio è di ripartire daccapo nell'acquisire esperienza e capacità. Dal 2009 non si bandisce un concorso e l'ultima legge di stabilità ha dovuto prevedere una norma in deroga ai criteri di turnover del personale nella pubblica amministrazione. Così è stato anche nell'archivistica dove il ministro Dario Franceschini ha autorizzato l'assunzione a tempo indeterminato per il ministero di 500 funzionari. «Di questi però sottolineano i sindacati solo 80 andranno a svolgere il ruolo di archivisti. Saremo comunque al di sotto dell'organico». A Milano arriveranno in due, «sicuramente poco per le necessità, dato che il decreto sugli enti locali dello scorso anno prevede che le province in via di scioglimento potranno versare i propri faldoni agli archivi di Stato conclude Compagnoni ma è una inversione di tendenza che ci fa ben sperare». Altro tasto dolente sono i canoni di locazione degli istituti archivistici. In Italia su 238 immobili che ospitano gli archivi 137 sono in affitto da privati. Spesa che tocca a livello nazionale i 17 milioni di euro, due in Lombardia. L'affitto più alto è quello del polo archivistico di Morimondo, proprietà di una finanziaria dell'orbita Mediobanca: 707 mila euro di affitto dal 2011.
Milano. Archivio di Stato in crisi. Decimato il personale
Il direttore dell'archivio di Stato di Milano, Benedetto Luigi Compagnoni, ha lanciato un allarme per la mancanza di personale giovane e qualificato per gestire i documenti storici custoditi negli archivi di Stato. Tra i 24 dirigenti archivisti del Ministero dei beni culturali, il 66,3% ha più di 60 anni, mentre tra i 615 funzionari, il 28,3% ha più di 50 anni. Compagnoni ha notato che i funzionari archivisti sono in pensione o in via di pensionamento, e che il numero di funzionari è in diminuzione. Il problema è che i documenti storici non sono trasferiti a nuovi funzionari, il che significa che il "know-how" (le conoscenze) non viene trasferito.
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