La direttrice Zanni: «Un'occasione per sentire propri i tesori della città» Una tradizione che si rinnova da anni: nel mese di agosto il Museo Poldi Pezzoli offre al pubblico qualche giornata ad ingresso libero. Una di queste cade proprio oggi: la casa museo di via Manzoni 12 apre i battenti gratis dalle 10 alle 18. «Una consuetudine, un'opportunità per tutti commenta il direttore Annalisa Zanni . Per turisti e stranieri, in continua crescita, che restano piacevolmente sorpresi. Ma soprattutto per i milanesi: Gian Giacomo Poldi Pezzoli ha espressamente donato la sua collezione perché fosse "ad uso e beneficio pubblico in perpetuo" e servisse a formare gusto e cultura». Anche il 10 agosto il museo è stato visitabile liberamente: c'erano moltissimi giovani, che avevano letto dell'iniziativa su Facebook. «Con brevi interviste a campione abbiamo verificato che cresce l'esigenza di capire, di conoscere, di sentire propri i tesori d'arte della città». Un positivo senso di appartenenza, un segnale di interesse verso questa splendida dimora signorile dell'Ottocento, «tranche de vie» dell'aristocrazia illuminata meneghina in epoca risorgimentale. «Per gustare meglio il percorso, per tutto il mese di agosto sono in uso gratuito anche le audioguide: in italiano, inglese, francese, giapponese, cinese, russo. Più una su misura per i bambini». Dire Poldi Pezzoli significa infatti pensare a capolavori molto variegati: opere di grandi maestri, vetri, ceramiche, arredi, gioielli, suppellettili, armi, orologeria, tessuti. «Come in ogni vera casa, che ha angoli intimi e segreti, ogni volta che si torna qui si scopre qualcosa di nuovo sottolinea Zanni . Ciascuno può trovare la sua opera del cuore. Per me in questo momento è una croce medievale di Limoges decorata a smalto, ma ho un dialogo speciale anche con l'"Ecce Homo" di Andrea Solario. O con la nostra icona, il "Ritratto di dama" del Pollaiolo». In questo momento in museo sono allestite anche due mostre temporanee. La prima è «Expositio», opere site specific dell'artista concettuale Giulio Paolini che si è confrontato con celebri pezzi della raccolta, aperta fino al 5 settembre. La seconda espone 120 esemplari di «netsuke», originali e preziose sculture in miniatura giapponesi, giunte al museo grazie alla donazione Lanfranchi. Dal Dopoguerra ad oggi sono ben 2.500 gli oggetti d'arte donati dai milanesi al museo, segno tangibile di un legame di stima e di affetto con la città.