Antiche botteghe, addio. Chiusure a raffica, a causa dell'affitto diventato insostenibile, per molti esercizi caratteristici e di pregio del centro storico: dalla passamaneria al ciabattino, fino al negozio di piante e fiori in via Arenula. Due vetrine con scritto «affittasi» nella centralissima via del Gambero ed una in via del Babuino. Ha chiuso la più antica bustaia di Roma, «Treppiedi» in via del Teatro Valle. In via dei Prefetti, dove sono andate perdute due librerie, fra le quali il famoso spazio «Fandango», sta portando via proprio in queste ore gli ultimi articoli rimasti la storica bottega di passamaneria Crucianelli, una sorta di magazzino delle meraviglie per chi ancora le amava. E da pochi giorni ha chiuso un'antica attività di piante e fiori, l'ultimo piccolo «vivaio» in centro: «Formiche verdi» in via Arenula. Il rinnovo dell'affitto è troppo oneroso, si parla di oltre 6.000 euro al mese. «Non ce lo potevamo proprio permettere - afferma Filippo Antonio Greco, il titolare - adesso stiamo cercando in zona qualcosa di meno oneroso. Per il momento teniamo le piante in un vivaio. Purtroppo nella nostra situazione oggi in centro ci sono moltissimi negozi». Per lo stesso motivo rischia di chiudere, perché il rinnovo è troppo caro, anche l'ultimo ciabattino: l'antica bottega di sandali in via della Torretta dove lavora, benché quasi novantenne, il signor Messina con la moglie. «La scomparsa di questi negozi ed in particolare quello di piante e fiori è una ferita profonda in questa parte di città che già si chiede allarmata cosa arriverà in uno spazio così grande - afferma Viviana Piccirilli Di Capua, dell'Associazione abitanti centro storico - in via Arenula la romanità della vita abitativa e commerciale di vicinato è presa d'assalto da interessi che non incrociano più i bisogni della vita quotidiana. Una banca è diventata un minimarket che di mini ha solo il nome. Nessuno - conclude - si impone per fermare norme e leggi sbagliate, non in grado di tutelare questo patrimonio Unesco, che diventa solo un "mordi e fuggi" per i turisti». Ma il presidente dei commercianti del centro storico della Confcommercio David Sermoneta spiega: «È anche giusto che il proprietario delle mura richieda quello che può chiedere. Il problema del commercio non sono gli affitti che rincarano ma il potere di acquisto che non c'è più. Semplicemente non ci sono più i clienti, è questo il vero nodo. Se si vogliono proteggere queste attività bisogna trovare nuove forme di tutela più efficaci e certo non ha aiutato portare da 50 a 70 anni il riconoscimento di "bottega storica"». E quali possono essere queste tutele? Per Giovanna Marchese Bellaroto, presidente della Cna commercio, «le istituzioni dovrebbero incentivare i proprietari delle mura con una tassazione che possa favorirli nel mantenere l'inquilino precedente o un negozio di vicinato. Se il volto del commercio romano cambia è anche colpa degli affitti troppo alti: quando scade un contratto in qualsiasi parte di Roma i negozi non hanno nessuna possibilità o capacità di trattare un affitto migliore. Senza incentivi per i proprietari è chiaro che si preferisce il primo che si presenta con il danaro contante in mano e che spesso non rappresenta le attività imprenditoriali sane».
Roma. Affitti troppo alti. Chiudono molti negozi storici
In Roma, molti negozi storici del centro sono chiusi a causa degli affitti troppo alti. La passamaneria Crucianelli, il ciabattino in via della Torretta e il negozio di piante e fiori Formiche verdi in via Arenula sono solo alcuni esempi. Il proprietario della passamaneria, Filippo Antonio Greco, afferma che il rinnovo dell'affitto è troppo oneroso e che stanno cercando alternative. Anche il ciabattino è a rischio di chiudere a causa degli affitti troppo alti. L'Associazione abitanti centro storico lamenta la scomparsa di questi negozi e la perdita della romanità della vita abitativa e commerciale.
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