Pronto da vent'anni e mai aperto è l'incredibile storia del nuovo museo di Messina pensato e progettato per dare spazio ai beni recuperati dal terribile terremoto del 1908 rimasti in gran parte nei magazzini fino o già posizionati nella nuova struttura per l'allestimento finale. Un patrimonio complessivo di 20 mila pezzi tra reperti archeologici, opere pittoriche, elementi architettonici, monete, maioliche, gioielli, manufatti preziosi e tanto altro. Il nuovo museo sorge alle spalle di quello storico ospitato in un'antica filanda dell'Ottocento dove attualmente si trovano, tra l'altro, alcune tavole di Antonello da Messina e due tele del Caravaggio. "L'allestimento del nuovo museo è quasi pronto, serve trasferire le ultime 50 opere", dice la direttrice Caterina Di Giacomo. "Apriremo entro l'anno con i finanziamenti regionali", dice l'assessore regionale ai Beni culturali, Carlo Vermiglio. Ma a crederci in città, dopo tanti rinvii e inaugurazioni mancate sono in pochi. E così da qualche giorno un gruppo di intellettuali ha lanciato una campagna su Facebook. (gioia sgarlata, montaggio video Gaspare Catania)
Il Museo di Messina pronto da 20 anni e mai aperto
Pronto da vent'anni e mai aperto è l'incredibile storia del nuovo museo di Messina pensato e progettato per dare spazio ai beni recuperati dal terribile terremoto del 1908 rimasti in gran parte nei magazzini fino o già posizionati nella nuova struttura per l'allestimento finale. Un patrimonio complessivo di 20 mila pezzi tra reperti archeologici, opere pittoriche, elementi architettonici, monete, maioliche, gioielli, manufatti preziosi e tanto altro. Il nuovo museo sorge alle spalle di quello storico ospitato in un'antica filanda dell'Ottocento dove attualmente si trovano, tra l'altro, alcune tavole di Antonello da Messina e due tele del Caravaggio. "L'allestimento del nuovo museo è quasi pronto, serve trasferire le ultime 50 opere", dice la direttrice Caterina Di Giacomo. "Apriremo entro l'anno con i finanziamenti regionali", dice l'assessore regionale ai Beni culturali, Carlo Vermiglio. Ma a crederci in città, dopo tanti rinvii e inaugurazioni mancate sono in pochi. E così da qualche giorno un gruppo di intellettuali ha lanciato una campagna su Facebook.
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