C'è un cartello affisso davanti alla tonnara di Marzamemi: «Vendesi». Si cercano acquirenti per il cortile e per gli alloggi dei pescatori dell'antico edificio che dà sulla piazza del borgo marinaro, set di tanti film. Il proprietario, il cavaliere Giuseppe Parasiliti, pare voglia due milioni e 800 mila euro per cederla. Una trentina di persone hanno manifestato il loro interesse, ma sul tavolo non c'è nessuna offerta concreta. Anche perché la Tonnara, 3670 metri quadrati, non è in buone condizioni e serve un investimento consistente per recuperarla: il tetto non c'è più, la ciminiera sopravvissuta ai bombardamenti della II Guerra mondiale si sbriciola nonostante gli appelli di residenti, turisti e associazioni: «I mattoni sono così erosi da non poter più sostenerne il peso . È uno scempio», commenta Salvo Sorbello, consigliere di Siracusa e autore di un libro dedicato alla pesca del tonno nel Siracusano. Accanto al comignolo, da almeno 10 anni, marciscono al sole gli scieri: le grandi imbarcazioni nere usate durante la mattanza, costruite dai maestri calafatari Aliffi. A essere interessati sono soprattutto stranieri, molti incuriositi dal cartello affisso qualche mese fa: c'è chi sogna di voler realizzarci un ristorante, chi un museo e chi un acquario. Qualcuno pensava di farci una scuola alberghiera. «Chiediamo al proprietario, al Comune di Pachino e alla Soprintendenza di intervenire: c'è il rischio che questa struttura scada nel commerciale, nel mordi e fuggi. Non possiamo perdere la perdita di beni culturali così importanti», ragiona Fabio Morreale di Natura Sicula. La parte principale della Tonnara, ancora in mano ai Bonaccorsi, è in buone condizioni: è utilizzata per ricevimenti di matrimoni e iniziative culturali. «Sono beni vincolati, non possono essere trasformati in residence, ma possono diventare musei o, come nel caso di Scopello, se ristrutturati in maniera intelligente, possono essere utilizzati come case vacanza», osserva Gianfranco Zanna di Legambiente. Quella di Marzamemi, non è l'unica tonnara dimenticata. Pochi chilometri più a Sud, a Portopalo di Capo Passero ce n'è un'altra in vendita: qualche anno fa fu interessato all'acquisto il pilota di Formula uno Michael Schumacher, ma poi l'affare con i proprietari, gli eredi del principe di Belmonte, sfumò. L'edificio è abbandonato, i crolli sono continui. In questi mesi si è fatta avanti una cordata di imprenditori mantovani. «Speriamo si arrivi all'accordo, la tonnara è la nostra storia. I nostri avi lavoravano tutti lì», dice il vicesindaco Rossella Micieli che ricorda il bisnonno primo motorista alla tonnara. A Cinisi c'è un'altra struttura abbandonata: ristrutturata dalla Soprintendenza anni fa, è stata utilizzata per pochissimo. Come quella di Santa Panagia, a Siracusa. Di proprietà del Demanio, la struttura attende da decenni di diventare museo del mare e per questo la Regione ha stanziato 10 milioni di euro. Ma i lavori sono bloccati a causa di un contenzioso tra la ditta aggiudicatrice e la Soprintendenza aretusea, la quale aveva contestato inadempienze dell'impresa nei confronti del progetto approvato. «Il Tar ci ha dato ragione per questo abbiamo rescisso il contratto e, a breve, riavvieremo l'iter e il cantiere», dice la soprintendente Rosalba Panvini. Sono luoghi dimenticati, ma anche del cuore. Come dimostra, nell'altro angolo della Sicilia, la tonnara del Secco di San Vito Lo Capo. Qui un gruppo di cittadini si è mobilitato per salvare l'edificio. Hanno costruito un comitato per scalare la vetta dei luoghi del cuore, l'iniziativa del Fondo ambientale italiano che permette di votare i beni da preservare. «Diamoci da fare», esclamano.
SICILIA - "Vendesi tonnara" La mappa degli annunci da Marzamemi a Cinisi
La tonnara di Marzamemi, un edificio storico e di grande importanza culturale, è stata messa in vendita dal proprietario Giuseppe Parasiliti. Il prezzo richiesto è di 2 milioni e 800 mila euro. La struttura, che include il cortile e gli alloggi dei pescatori, è stata utilizzata per film e ha una storia ricca. Tuttavia, la tonnara è in cattive condizioni e richiede un investimento consistente per essere restaurata. La Soprintendenza e il Comune di Pachino hanno espresso preoccupazioni per il rischio di perdita di beni culturali e la necessità di un intervento.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo