MILANO «Le città italiane sono state inserite all'interno di un processo di infrastrutturazione che prevede la spesa di 20 miliardi di euro. Ma tra 4-5 anni ci troveremo di fronte il rischio o il paradosso, se si vuole, che questi territori urbani siano arricchiti sul piano infrastrutturale senza che abbiano però un adeguato supporto dal punto di vista tecnico-amministrativo». Il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, a Milano sceglie la platea del convegno dell'Ance sulla «città dei creativi» per rilanciare anche a livello di Governo il tema delle politiche urbane, delle infrastrutture, dei poteri necessari per far funzionare le realtà urbane. «Questo Governo ha detto il ministro ha capito che la questione urbana è, a tutti gli effetti, a una questione nazionale». Anche il «Dpef infrastrutture» ripropone il nodo della governance delle realtà urbane, inserendolo fra i nodi che aspettano una soluzione urgente entro la fine dell'anno. Lo specifico riferimento va «alla definizione di una politica organica per la gestione dei trasporti delle grandi aree urbane». E nel documento si ritrova la stessa domanda che Lunardi ha rivolto ieri alla platea: «Ci si chiede se questi nuovi sistemi urbani potranno essere gestiti con le stesse logiche con cui si gestiscono ambiti urbani di 10mila abitanti». Lunardi ha anche ricordato come la preferenza del Governo vada a una «città multifunzionale che non sia soltanto serbatoio di residenze». E come il disegno di legge sulla competitività contenga la norma sulla legge obiettivo per le città proposta proprio dall'Ance. Non è ancora chiaro, per altro, se già con la prossima Finanziaria si andrà a una ripartizione formale delle risorse destinate alla legge obiettivo fra grandi opere e città. «È una questione ancora da valutare», ha detto Lunardi ieri. Per ora nel Dpef non c'è iraccia di questa ripartizione fra i due programmi di intervento, prevista proprio dalla norma sulla legge obiettivo per la città. Il ministero sembra orientato quindi a riconfermare l'intero stanziamento per le grandi opere, destinando semmai una quota rilevante di risorse agli interventi nelle aree urbane. Lunardi ha ricordato, in particolare, i 121 chilometri di nuove metropolitane che saranno realizzati con la legge obiettivo e il beneficio che i nuovi assi ferroviari e stradali porteranno alle città.