Per i lodigiani è l'edificio più amato, per i turisti l'attrazione da non perdere, per chi vi entra la prima volta, un'apoteosi di oro e azzurro. Eppure la chiesa dell'Incoronata, gioiello del Rinascimento lombardo di fine '400 con affreschi e tele dei Piazza e del Bergognone, è minacciata da crepe, umidità e infiltrazioni. E l'unico intervento di restauro programmato verrà smantellato in due settimane. L'indagine però non è stata ancora messa in preventivo, tanto che Tino Gipponi, esperto d'arte e in passato assessore alla Cultura, si è appellato al Comune, proprietario dell'Incoronata, perché gli interventi sulla chiesa a pianta ottagonale non vengano sospesi. La scoperta dei danni alle volte risale a oltre tre anni fa: in molti punti l'azzurro delle decorazioni ha lasciato posto al bianco delle muffe, minacciando anche gli affreschi. L'umidità ha fatto i danni peggiori nella cappella della Passione, che ospita capolavori di Callisto e Fulvio Piazza. Del restauro s'è fatto carico il Rotary che ha affidato il lavoro, approvato dalla Soprintendenza, al progettista Angelo Cavanna e al restauratore Alessandro Broglia. Le cause delle infiltrazioni sono state affrontate, ma si tratta solo di una goccia nel mare dei guai. «Il vero nemico è l'umidità interna sostiene Cavanna , che non fa bene alla chiesa e alle sue opere. L'acqua risale anche dal basso, spesso il pavimento è viscido». I due professionisti avevano iniziato ad affrontare la ripulitura di muffe e sali dalla volta della cappella del Crocifisso. Ma ora è arrivato il rompete le righe del Comune: «Necessario prima spiegano da Palazzo Broletto definire tempi e modi per un'approfondita indagine sull'intero complesso, prima di programmare gli interventi funzionali al restauro». Cavanna l'ha preso come un congedo: «Il restauro non deve fermarsi: l'umidità può fare danni gravi». Il Comune, per bocca dell'assessore Sergio Tadi, assicura che non è così: «La mappatura fatta dal Politecnico non chiarisce tutte le cause dell'umidità: serve un'indagine termografica ancora più approfondita prima di effettuare lavori che potrebbero rivelarsi inutili».
Lodi. L'Incoronata aggredita dall'umidità. Ma il restauro è bloccato
La chiesa dell'Incoronata a Lodi è minacciata da crepe, umidità e infiltrazioni. L'unico intervento di restauro programmato verrà smantellato. L'indagine però non è stata ancora messa in preventivo. L'esperto d'arte Tino Gipponi si è appellato al Comune per non sospingere gli interventi. La scoperta dei danni alle volte risale a oltre tre anni fa. Il Rotary ha affidato il restauro al progettista Angelo Cavanna e al restauratore Alessandro Broglia. Le cause delle infiltrazioni sono state affrontate, ma l'umidità interna è il vero nemico.
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