II presidente nazionale dei costruttori (Ance) indica la politica industriale per il settore De Albertis: il futuro si gioca su riqualificazione urbana e fisco L'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili presieduta da Claudio De Albertis, ha messo in campo una sorta di manifesto per la politica delle città che è un preciso progetto di politica industriale per il settore dell'edilizia e delle costruzioni e, al contempo, di sviluppo dell'economia. Che si raccorda con la legge obiettivo per le città del ministero delle infrastrutture, approvata dalla camera e ora all'esame del senato. Un progetto di ampio respiro e di tempi lunghi che rientra nel più ampio «Progetto costruzioni 2015», il programma in dieci punti sui quali l'Ance intende lavorare per i prossimi anni. Il progetto dell'Ance per le città mette in evidenza lo stretto rapporto esistente tra le attività di riqualificazione urbana e di potenziamento e ammodernamento dei collegamenti tra le città intese come nodi del network europeo dei trasporti. E, così facendo, indica al governo una delle strade sulle quali programmare interventi e provvedimenti da attuare per raggiungere obiettivi di crescita economica, sociale e culturale, finalizzati al recupero di competitività e alla crescita dello sviluppo. Le città italiane nella loro irripetibilità storica e irriproducibilità artistica e architettonica possono diventare esse stesse, quali contenitori attrattivi, «fabbriche di ricchezza», al di là delle attività produttive ed economiche che ospitano. L'Italia parte avvantaggiata grazie al capitale storico-artistico, la metà di quello mondiale, che si trova concentrato nelle città. Un patrimonio che genera ricchezza se ben gestito. Ma, oltre ai problemi specifici del settore cultura, anche i contenitori città, però, soffrono gravi deficit di efficienza sul piano dei collegamenti, dei trasporti, della logistica, dell'accoglienza. Handicap che ne diminuiscono fortemente la capacità di attrarre e produrre ricchezza a vantaggio di altre aree soprattutto europee. Una dimostrazione dell'importanza dell'efficienza dei tenitori nella competizione globale viene anche dalla capacità di ospitare grandi eventi di portata mondiale come sono le Olimpiadi, per esempio, che ha visto Londra aggiudicarsi i Giochi del 2012. Londra da oltre un decennio sta investendo sui processi di riqualificazione urbana. È in questa dimensione internazionale che vanno inquadrati la visione politica e il progetto industriale indicati dall'Ance. È su questo che l'Associazione nazionale dei costruttori edili ha chiamato a raccolta politici, amministratori, operatori del settore, esponenti del mondo della cultura, professionisti della progettualità ai quali propone un patto di alleanza per un nuovo sviluppo che punta sulla qualità. Una sfida innovativa e altamente impegnativa per recuperare il ritardo rispetto alle altre aree dell'Europa. Domanda. È così presidente De Albertis, anzi, presidentissimo come la chiamano i suoi associati? Risposta. Sì. D. Per questo avete organizzato il convegno «Le città dei creativi» alla Triennale di Milano (vedi altro articolo in altra pagina dell'inserto), con il ministro delle infrastrutture, Pietro Lunardi, cui seguiranno i road show a Torino, Milano, Roma, Napoli, Palermo. A che cosa serviranno? R. I costruttori hanno il diritto-dovere di esemplificare che cosa si intende per progetto strategico e modelli di governance, che sono i due elementi fondamentali ,' dell'azione. Esemplifichiamo: nelle cinque città che noi abbiamo scelto (Milano, Napoli, Roma, Torino e Palermo), perché riteniamo che siano quelle che più delle altre possano dare una svolta alla loro attrattività, cercheremo di esemplificare le cose da fare, cioè il progetto strategico, e chi le fa, cioè la governance. Stiamo lavorando sugli approfondimenti che abbiamo fatto su ciascuna città e presenteremo i risultati nel road show. La prima tappa sarà a settembre, nel Sud, vedremo se a Napoli o a Palermo. Il tour nelle cinque città si chiuderà a primavera prossima. D. Pensa che i contenuti di questa sorta di «Manifesto politico per le città» siano stati compresi dai vertici del governo nella profonda interezza e nella grande importanza strategica? R. Il governo attraverso la legge obiettivo per le città pare aver colto la rilevanza del problema delle città. Ora bisogna che diventi una priorità nell'azione di governo così come è quella per le grandi infrastrutture. Però la coscienza della visione strategica, della leadership e della governance deve essere consolidata nei governi locali, che siano quello regionale, provinciale e, soprattutto, quelli municipali. Il governo nazionale funge da stimolo, da volano. La nostra iniziativa vuoi essere la scintilla perché vuoi far capire che il dibattito sulle città deve diventare centrale. I governi locali devono capire che per vincere la sfida della competitività devono definire l'identità del territorio e attivare politiche strategiche e progetti che siano la raffigurazione di quella identità. Presidente ANCE
Edilizia, manifesto per lo sviluppo
L'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha presentato un manifesto per la politica delle città, che include la riqualificazione urbana e il potenziamento dei collegamenti tra le città. Il progetto è stato presentato al governo e si raccorda con la legge obiettivo per le città del ministero delle infrastrutture. L'Ance propone un patto di alleanza tra politici, amministratori, operatori del settore e professionisti della progettualità per un nuovo sviluppo che punta sulla qualità. Il presidente dell'Ance, Claudio De Albertis, ha affermato che le città italiane possono diventare contenitori attrattivi e fabbriche di ricchezza se ben gestite.
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