È scomparso Sergio Marchini, 70 anni di cui 40 anni passati alla Biblioteca Nazionale e dal 1992 direttore dell'emeroteca al Forte di Belvedere, chiusa da 3 anni, da quando era andato in pensione. Un «vecchio comunista» con due passioni: per quella Biblioteca che «sentiva sua», e che aveva «cercato di salvare» da Angelo del Fango, e per i fumetti. Questo era Sergio Marchini, l'ultimo custode dell'emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze che dal 1992 ha la sua sede al Forte di Belvedere e che conserva tutti i giornali, le riviste e i fumetti stampati in Italia dall'Unità al 1984 scomparso il 12 agosto a 70 anni per un infarto, nonostante non avesse mai avuto problemi di cuore. Tredicimila metri di palchetti, quasi 50 mila testate e una collezione unica che Marchini conosceva «come le sue tasche», ricorda la vice direttrice della Nazionale, Silvia Alessandri. Sergio Marchini era andato in pensione nel 2012 e da allora nessuno più ha messo piede nell'emeroteca: se il deposito dei giornali era già in un preoccupante stato di abbandono, ora che anche Marchini è venuto meno, senza poter trasmettere il suo bagaglio di competenze ed esperienze a chi lo sostituirà, la situazione si fa ancora più complicata. E in Nazionale sperano di poter attingere dal nuovo concorso pubblico indetto dal Ministero per quest'anno, il primo in un quarto di secolo, per trovare un nuovo responsabile. Il suo ruolo era tanto determinante che nel 2013, dopo il suo pensionamento, in piazza de' Cavalleggeri si erano visti costretti a bloccare la consultazione delle riviste, preziose collezioni di grandi e piccoli quotidiani e persino di bollettini parrocchiali: un universo di storie ingiallite dal tempo che Marchini era riuscito a recuperare e a rendere consultabili, ora chiuso. Di tutta quella montagna di materiale l'ex direttore se n'è occupato per 40 anni, dal giorno dopo essere entrato in servizio alla Nazionale, subito dopo l'alluvione di Firenze, che lui aveva vissuto da Angelo del Fango. Quaranta anni di vita lì dentro, con tanti ricordi, aneddoti e storie che Sergio Marchini amava raccontare ai suoi colleghi e ai suoi familiari. L'emeroteca ora è inaccessibile per questioni di sicurezza, ma la vice direttrice Alessandri assicura che entro l'anno nell'ex polveriera del Forte, che ora ospita i periodici, saranno eseguiti dei piccoli lavori di manutenzione per far sì che «si possa tornare a consultare quel prezioso materiale. La nostra aspirazione, anche grazie ai finanziamenti del ministero, è che tutto quel patrimonio venga spostato nella caserma di via Tripoli. Ma ci vorrà del tempo, non so quanto». Marchini, nonostante la pensione, per la Nazionale era comunque un punto di riferimento per l'organizzazione degli eventi sul cinquantesimo dell'alluvione, ma era anche «un archivio vivente», e aveva una memoria fuori dal comune, tanto da ricordare in modo preciso perfino il punto e lo scaffale esatti in cui erano state catalogate anche le riviste meno conosciute.