II delitto ambientale entrerà nel codice penale grazie ad una proposta di legge sottoscritta da 150 parlamentari di entrambi gli schieramenti politici ROMA - II delitto ambientale entrerà nel codice penale. Grazie ad una proposta di legge, sottoscritta da 150 parlamentari di entrambi gli schieramenti, tutte le aggressioni all'ambiente potranno essere perseguite penalmente. Finora erano sanzionate solo con semplici contravvenzioni. La pdl è stata presentata nel corso di una conferenza stampa dal primo firmatario, Paolo Russo (Fi), presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulle ecomafie, insieme al procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna, e i diessini Anna Finocchiaro e Donato Pi-glionica. Termini di prescrizione brevissimi, impossibilità di fare ricorso a strumenti investigativi penetranti e a misure cautelari hanno reso, finora, scarsamente efficace la lotta alle ecomafie, per dimensioni e giro d'affari quasi pari al traffico di stupefacenti. Criminalità ambientale, ha spiegato Russo, è spesso criminalità inserita in contesti di tipo mafioso: è evidente, quindi, la necessità di introdurre collegamenti, quanto meno per le ipotesi più gravi, con la disciplina prevista per i reati di stampo mafioso. La previsione di una competenza investigativa delle direzioni distrettuali antimafia, al pari di altri fenomeni criminali transnazionali - tratta di esseri umani, traffico di droga, contrabbando di sigarette - contribuirà poi a restituire coerenza all'intero sistema normativo. Russo si è detto "orgoglioso r il risultato raggiunto" perché "si è arrivati a un documento condiviso da tutti". Ci sono i tempi per approvare questa legge entro la fine di questa legislatura? Russo spiega che chiederà a Casini, a Pera e al presidente della Commissione Ambiente di inserire questa pdl alla "prima finestra utile". Vigna ha sottolineato che talvolta la fine della legislatura ha portato "benefici effetti" ricordando la legge sulla destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata o l'articolo 53.