Un nuovo portale informativo a luglio, il restauro del prestigioso - e degradato - teatro anatomico settecentesco e delle serre dell'Orto botanico, progetti nazionali in coordinamento con università italiane e fondi ministeriali. Sono tante le novità che riguardano gli storici musei universitari di Modena, qui illustrare da Elena Corradini, docente di museologia e coordinatrice dei musei modenesi e della Rete Italiana dei Musei Universitari. Cosa è stato fatto negli ultimi anni? «L'attività innovativa degli ultimi anni è stata dedicata soprattutto alla realizzazione della Rete Italiana dei Musei Universitari coordinata da Unimore, perché abbiamo la convinzione che i musei delle università italiane testimonino e documentino studi e ricerche nei vari ambiti disciplinari. Pensiamo possano lavorare in sinergia per potenziare il loro ruolo culturale e sociale. La Rete si è impegnata al momento della riforma e della redazione degli Statuti dei diversi Atenei per la proposta di un articolo che nel 2012, recepito anche dallo statuto nostro Ateneo, ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei Musei universitari. Sempre nel 2012 i musei di dodici Università (Bari, Cagliari, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Parma, Perugia, Roma "La Sapienza", Salento, Siena, Tuscia con il coordinamento di Modena e Reggio Emilia) hanno effettuato un monitoraggio delle loro collezioni per elaborare un progetto approvato e finanziato dal Ministero dell'Università che ha previsto la catalogazione di oltre 28mila oggetti significativi delle loro collezioni. Per utilizzare la considerevole quantità di contenuti elaborati i musei della Rete, ampliata con Pavia, Genova, Museo di Scienze Naturali di Torino e i Civici di Reggio, abbiamo deciso nel 2014 di presentare un altro progetto, già approvato e finanziato che si propone di attivare sinergie a livello nazionale e internazionale per attività educative. Un terzo progetto, con l'aggiunta di Camerino e Palermo, è del 2015 e serve a potenziare i rapporti dei musei con i rispettivi territori di pertinenza: l'obiettivo fondamentale è quello di far loro assumere il ruolo di presidi territoriali per la diffusione della cultura scientifica, per scambiare flussi di conoscenza e iniziative con altri attori locali e per realizzare, nei diversi territori di pertinenza, reti in grado di operare su più livelli e promuovere il turismo culturale. Oltre a ciò abbiamo ovviamente le attività didattiche con le scuole di Modena inserite nel calendario di Memo». Il pubblico visita questi musei? «I numeri li otteniamo soprattutto con le scuole che nel corso dell'anno visitano gli enti, con una media di due classi alla settimana per struttura a Zoologia, all'Orto Botanico, a Gemma 1786, al Museo Mineralogico e Geologico e al Laboratorio di Macchine Matematiche. Poi c'è molto pubblico alle aperture straordinarie". Quali sono gli eventi principali? "Abbiamo durante l'anno la Notte dei Musei e International day of Museums, il Play Festival del gioco, la Settimana della cultura scientifica e tecnologica, la Notte dei ricercatori a settembre, le Giornate europee del patrimonio a settembre». I vertici di Unimore sono soddisfatti della situazione dei musei o si potrebbe fare meglio? «L'ateneo è soddisfatto di quanto si sta facendo e soprattutto progettando per la valorizzazione dei propri musei, tenendo conto del fatto che lavoriamo in sinergia con tante altre università grazie ai progetti che le dicevo». Quali gli obiettivi? «Il primo è stato senz'altro la catalogazione del patrimonio e la sua contestualizzazione, diffusione e messa a disposizione su web. E' stato realizzato presso ogni ateneo un polo catalografico direttamente collegato all'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero Beni Attività Culturali e Turismo. A luglio verrà inoltre messo on-line un portale della Rete nel quale gli oggetti e i reperti più significativi delle collezioni sono stati contestualizzati nell'ambito di quattro percorsi tematici: paesaggi, ambienti, storie, storia della strumentazione scientifica. Oltre al coinvolgimento di docenti e studenti abbiamo anche l'obiettivo di un collegamento con il territorio». Quali sono i principali problemi da risolvere? «Per ogni museo occorre predisporre un'adeguata politica di valorizzazione che è legata alla storia della sua costituzione, delle sue collezioni e conseguentemente alla definizione della sua mission strettamente collegata agli studi e ricerche nelle discipline. I musei sono infatti espressione significativa della storia dell'Università e dei suoi illustri docenti e vogliamo migliorare l'organizzazione interna per poter definire percorsi di lettura, di visita ed educativi». Quali e quanti finanziamenti ci sono a disposizione? «Abbiamo ottenuto fondi, oltre che dal Ministero anche da Fondazione Cassa di Risparmio in occasione ad esempio della mostra e del convegno dedicati a Giovanni Battista Amici, ottico, astronomo e naturalista. Un altro finanziamento importante di Unimore, di 120mila euro, è quello messo a disposizione per lavori di restauro delle vetrate storiche dell'Orto Botanico». La Gazzetta ha pubblicato anche puntate sulla storia di questi importanti musei, ma non c'è altro da fare per la visibilità? «Come le dicevo, avremo presto il il nuovo portale web della Rete che consentirà di dare visibilità alla Rete Italiana dei Musei Universitari che Unimore coordina. Inoltre sono stati di recente realizzati dalla Università due pieghevoli, uno per i Musei e uno per la Rete ed è in programma la realizzazione di altro materiale informativo». Alcuni musei saranno restaurati nell'ambito della riqualificazione del S. Agostino. Quali i tempi? «Al teatro anatomico e i locali attigui dove avevano sede il settecentesco Gabinetto ostetrico e le camere per la dissezione dei cadaveri è in atto una un restauro del costo di circa mezzo milione di euro". Tema sicurezza: negli ultimi anni ci sono stati furti, ad esempio il famoso corno di rinoceronte. Cosa è stato fatto riguardo questo delicato tema? «Sono stati revisionati e riadeguati, dove necessario, tutti gli impianti antifurto e antrintrusione dei musei».