UN solo dipendente per vigilare 40mila metri quadri di piana, più il museo che custodisce reperti preziosissimi risalenti a un periodo che va tra il neolitico e il medioevo e scovati sotto questa terra che il 2 agosto del 216 avanti Cristo fu calpestata da oltre 120mila soldati, 85mila romani da una parte e 40mila cartaginesi dall'altra. La più grande manovra di accerchiamento della storia militare, opera del generale Annibale fu compiuta qui. Oggi si studia nei manuali di storia e di strategia di guerra. Annibale invece è il protagonista di una straordinaria mostra a pochi passi dalla piana, all'interno del castello di Barletta, già visitata da quasi 5mila persone dall'inizio del mese. Un successo, da queste parti. LA PROTESTA DEI VISITATORI A Canne, invece, il deserto. Neanche il generale cartaginese ha fatto più danni a questa zona di quanti ne stanno facendo da anni la burocrazia e l'incuria italiana per i suoi beni culturali. Il sito che custodisce la memoria della più grande battaglia dell'antichità ha chiuso i battenti domenica e lunedì di ferragosto. Decine, anzi, centinaia di visitatori hanno dovuto fare marcia indietro. Qualcuno di loro ha scatenato la propria frustrazione sui social network: «Sono un turista e sono qui a Canne da un'ora e mezzo ha scritto il 14 agosto un visitatore in una e-mail inviata al Comitato italiano pro Canne della Battaglia che da sempre si batte per promuovere il sito il museo era chiuso. Nessun avviso fuori. È arrivata e già andata via molta gente, tra cui stranieri, tutti annichiliti ». Turisti che forse non torneranno più. Una figuraccia. LE RAGIONI DELLA CHIUSURA Carenza di personale dice la Cgil. Incredibile ma vero. I tre dipendenti presenti nel sito non possono più lavorare nei giorni di festa perché hanno superato il limite del 50 per cento dei festivi lavorati. Vallo a spiegare ai turisti arrivati fini qui da ogni parte d'Europa e del mondo che per il superamento di una percentuale non vedranno Canne. «Siamo troppo pochi » ribadisce Domenico all'ingresso del sito archeologico. Nel museo entra una coppia di turisti giapponesi spauriti, mamma e figlio. In un inglese stentato chiedono come possono tornare a Barletta: «No bus, no train» si preoccupa la donna. Un collega di Domenico che ha appena finito il turno di mattina risolve la situazione: «Li accompagno io, con la mia macchina, gratis. Dobbiamo fare anche questo, lo facciamo solo per non rovinare ulteriormente la reputazione di Canne». UN PATRIMONIO ABBANDONATO Sul tavolo dell'ingresso, il quaderno delle presenze su cui si registrano le opinioni di visitatori è ricolmo di elogi in tutte le lingue: "Bello qui, ma" e giù un lungo elenco di disagi: mancanza di indicazioni, stato di abbandono del sito, erbacce ovunque, nessuna informazione sulla battaglia, nessuna guida a illustrare e spiegare le rovine presenti sulla piana, assenza assoluta di mezzi di trasporto pubblici capaci di arrivare fino a qui. E poi, solo tre dipendenti a dividersi a turno l'apertura e chiusura di Canne della Battaglia. Un numero ridicolo e infatti il sito ha chiuso e chiuderà ancora, per tutti i festivi dell'anno fino a dicembre. «Pensavamo di aver evitato il peggio con un accordo sottoscritto a giugno presso il segretariato regionale del Mibact, il ministero della Cultura dice Matteo Scagliarini, coordinatore regionale Fp Cgil non è stato così. La situazione è drammatica, si rischia davvero una reazione a catena. Oggi Canne, domani capiterà a Trani e Castel del Monte. Si tratta di capire come valorizzare i beni culturali della Puglia». LA VERSIONE DELLA DIRIGENZA Anche chi dirige il sito archeologico la pensa più o meno alla stessa maniera del sindacato: «Confermo che la situazione è drammatica dice Marisa Corrente che dirige Canne ma è così ormai da oltre un anno. Il sito rimane chiuso per carenza di fondi e di personale. Canne della Battaglia è un patrimonio straordinario, non si può gestire solo con tre dipendenti che comunque fanno un grande lavoro e sacrifici incredibili per tenere aperto il più possibile il sito. Ora col Polo museale regionale bisognerà trovare una soluzione». LA RICERCA DI SOLUZIONI E ora anche la Cgil spinge per provare a eliminare le carenze annose di Canne e chiede un incontro urgente al Comune di Barletta affinché si faccia promotore di un incontro con i vertici ministeriali per cercare di risolvere il problema. Proposta che il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, accoglie e fa propria: «La chiusura di Canne, proprio mentre a Barletta la mostra su Annibale, riscuote grande successo è un paradosso assoluto. Siamo pronti a convocare le parti, l'unica cosa che non possiamo fare è sostituirci al ministero. Chiederemo più personale, ma quello che è successo a Canne non deve più ripetersi».