Fa discutere la proposta del sindaco. Samadelli: «Tecnologia delicatissima» BOLZANO. Spostare Ötzi costa almeno un milione di euro. «Solo per la realizzazione della sua stanzetta» sorride Marco Samadelli, ricercatore del centro di mummiologia dell'Eurac e responsabile dell'impianto di conservazione dell'uomo del Similaun. Parole che invitano a fare i conti con la realtà. Ovvero che qualunque intervento su Ötzi si rivelerà costosissimo. A lanciare la proposta di spostare la mummia del Similaun è stato il primo cittadino Renzo Caramaschi secondo cui il luogo ideale sarebbe l'attuale biblioteca civica. In questo modo museo archeologico e civico si ritroverebbero nello stesso isolato e sarebbero visitabili con un unico biglietto. Una mossa, quella del sindaco, mirata ad evitare che lo storico palazzo razionalista che ospita la civica diventi un centro commerciale ma anche a valorizzare il museo comunale che, oltre ad essere poco frequentato, ha ancora quintali di opere sepolte negli scantinati. Giusto di fronte invece Ötzi viene visitato da decine di migliaia di persone ogni anno e, come ha più volte sottolineato la direttrice Angelika Fleckinger, gli spazi del museo non sono più adatti a far fronte ad un simile flusso. Il trasloco converrebbe a tutti e due. E molto probabilmente converrebbe anche al proprietario della civica, ovvero il costruttore bolzanino Pietro Tosolini. Il piano terra che una volta ospitava il pub Sugar Reef è vuoto ormai da anni mentre, ai piani alti, la biblioteca nel giro di qualche anno si trasferirà nel nuovo polo trilingue all'ex Pascoli. Il nuovo inquilino potrebbe essere proprio l'uomo del Similaun. «Tecnicamente tutto si può fare. E dunque anche spostare la mummia di Ötzi. L'importante spiega Samadelli dal Perù dove si trova per un congresso internazionale sulla conservazione delle mummie è avere i soldi a disposizione. La camera dove viene conservata la mummia è costata almeno un milione di euro con materiali di 20 anni fa. Oggi ci sono tecnologie più sofisticate e la spesa sarebbe senza dubbio maggiore». Sono 18 anni che Smadelli monitora costantemente la «cameretta» di Ötzi. Un gioiello di tecnologia che conserva la mummia ad una temperatura costante di -6 gradi con il 98 di umidità. Pressione atmosferica, composizione dell'aria e peso corporeo sono monitorate in tempo reale. Per evitare che il corpo di Ötzi subisca un totale essiccamento, le pareti della cella sono state rivestite con piastrelle di ghiaccio. Trasferire tutto questo richiede un lavoro delicatissimo. Il rischio di danneggiare la mummia è dietro l'angolo.