Colosseo, ancora una volta lui: l'Anfiteatro Flavio, il simbolo di Roma e di un'intera cultura, uno dei monumenti più famosi del mondo, visitato nel 2015 da 6.6 milioni di persone. Una vera icona, ma continuamente malata e- questo, sì, un paradosso- abbandonata dalle amministrazioni, fatta eccezione per le mille dichiarazioni di intenti, e le altrettante delibere. Valeria Costantini, ieri, ci ha proposto una inquietante fotografia: parcheggiatori abusivi che assediano via degli Annibaldi, la strada panoramica di accesso al monumento, e taglieggiano romani e turisti soprattutto la sera. E poi l'immancabile sporcizia (quella non manca mai, nonostante la sindaca Raggi neghi l'esistenza di un'emergenza, forse un'ispezione al Colosseo le farebbe cambiare idea), i cartelli crollati nei giardini, le schiere di venditori ambulanti illegali che continuano a vendere indisturbati souvenir (puntualmente made in China), ombrellini e bibite a prezzi raddoppiati. Nemmeno Ignazio Marino, che tanto si occupò mediaticamente della pedonalizzazione dei Fori Imperiali per ottenere spazio sui giornali di mezzo mondo, riuscì a ottenere un risultato di sostanza amministrativa: la bonifica dell'area, la restituzione a una normale dignità. Per mesi, mentre l'amministrazione era impegnata nelle trattative con residenti e commercianti per la chiusura dei Fori, decine di immigrati irregolari continuavano (e tuttora continuano) a occupare buona parte del Colle Oppio, utilizzandolo come dormitorio a cielo aperto. Un pessimo segnale per la capacità amministrativa del Campidoglio e per la dignità di quelle persone, costrette a una marginalità incompatibile con l'importanza del luogo. Sono in tanti ad attendere segnali di vera discontinuità da parte della giunta Raggi, che al momento appare a dir poco disorientata e confusa, comunque incapace di innestare quella vera marcia di ripresa della città attesissima dai romani, dalla classe imprenditoriale e anche da un Paese che ha bisogno di una Capitale efficiente. Forse cominciare col Colosseo, col cuore di Roma, con questo immenso certificato di identità collettiva, sarebbe un'ottima idea. È impensabile che veri e propri taglieggiatori imperversino, indisturbati, a due passi dal monumento. Ed è inaccettabile che l'intera area sia un'arena senza legge a disposizione del commercio clandestino. Un'operazione Colosseo a Ferragosto rappresenterebbe un segnale: a patto che non ci si limiti a uno show ma ci si dedichi a un progetto serio, duraturo e di lungo respiro.