«I1 giardino di Boboli? E' diventato come una prostituta: basta pagare per averlo». Sono inveleniti negli uffici di Palazzo Pitti; dopo le feste, le cene e le premiazioni, dopo le opere e le manifestazioni equestri, si contano i danni. «E sono tanti», riprende l'attendibile interlocutore che manteniamo anonimo nel tentativo di salvaguardare i compromessi rapporti fra le soprintendenze. «Già, perché noi ci occupiamo della tutela e della manutenzione di questo museo a cielo aperto, mentre la soprintendenza al Polo museale è quella che, insieme alla direzione, concede l'ok per le varie manifestazioni: e quest'anno sono state veramente tante. Troppe!». Come quella in programma stasera, nel cortile dell'Ammannati, squisitamente 'privata' (si parla di una delegazione israeliana), che porterà nelle casse della soprintendenza 10mila euro solo per la concessione della prestigiosa location. «Il problema non sono tanto le persone, quanto i grossi mezzi indispensabili per gli allestimenti, veri e propri autotreni di 20, perfino 30 metri che hanno attraversato (e continuano ad attraversare) il Giardino di Boboli in lungo e in largo, abbattendo due lampioni, la cancellata 'detta' del Calastrini, lesionando siepi, deteriorando tubazioni e compromettendo ulteriormente la salute dei platani a causa del costipamento del terreno (fenomeno che provoca lo schiacciamento delle radici)», riprende il funzionario, segnalando un'ulteriore offesa al luogo voluto dai Medici che chiamarono a progettarlo Niccolo Pericoli, detto il Tribolo. «Un esempio per tutti: il Prato delle Colonne, letteralmente devastato denuncia il responsabile . Oggi il luogo è coperto di chiodi e pezzi di plastica, in quanto è stato utilizzato per le manifestazioni equestri della scuola francese di Cadre noir du Saumur». Uno spettacolo di alto livello estetico che ha riscosso l'apprezzamento del pubblico. Ma la corrispondenza in corso in questi giorni fra la soprintendenza al Polo museale fiorentina e quella ai Beni architettonici mette in luce i nei: ovvero le conseguenze provocate dagli aspetti logistico-organizzativi della manifestazione, come un cancello storico divelto da un Tir, siepi abbattute, lampioni distrutti. Solo alcuni dei danni subiti dal Giardino monumentale di Boboli dopo le manifestazioni di Cadre Noir, quelle legate a Pitti, al Premio Galileo e le altre. I contenuti della missiva, indirizzata alla soprintendenza al Polo museale fiorentino retta dal professor Antonio Paolucci, sono stati confermati proprio dall'architetto Paola Grifoni, che ha preso il posto di Antonio Domenico Valentino ai Beni architettonici. Facendo un bilancio di quanto accaduto a Boboli dopo gli spettacoli equestri, viene lamentato l'abbattimento, da parte dei camion, di un pilastro in pietra e del cancello 'detto' del Canestrini (dal nome di un vecchio custode), situato sul lato delle scuderia di Porta Romana, nonché la distruzione di alcune siepi a causa delle manovre dei camion a marcia indietro nei vialetti del parco monumentale. Ma i danni maggiori si registrano ai danni del Prato delle Colonne dove la soprintendenza ha richiesto, per precauzione, di tenere separato il letame dei cavalli dal resto dei rifiuti: cautela rispettata solo in parte, in quanto 'resti equini' fanno ancora bella mostra di sé mescolati a bottiglie di birra, cartacce ed altra immondizia. I danni erano coperti da una cauzione da 30.000 euro: «E con quella cifra verrà rifatto il prato e coperte le buche provocate dal passaggio dei Tir», assicurano dalla Banca CR Firenze, sponsor e 'madrina' dell'evento.