Le risorse statali per i beni culturali ci sono, nonostante le lamentele dell'Ance (l'Associazione dei costruttori) per il mancato inserimento del Friuli Venezia Giulia nel novero delle opere finanziate dal Mibact con 120 milioni di euro, mentre molte altre regioni hanno beneficiato degli interventi. «L'attenzione del Governo per i beni culturali del Friuli Venezia Giulia è stata finora molto rilevante in termini di risorse», afferma l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti.«Di questa attenzione i 50 milioni assegnati al Porto vecchio di Trieste sono una testimonianza molto concreta, e potranno essere una boccata d'ossigeno per tutte le imprese della regione, soprattutto quelle più strutturate per affrontare grandi opere», ha spiegato Torrenti, ricordando che la somma fa parte del miliardo del Fondo sviluppo e coesione 20142020 stanziato per il Piano cultura e turismo: «lo stesso miliardo da cui provengono i 120 milioni di euro recentemente destinati agli interventi infrastrutturali nei cosiddetti cantieri della cultura». «A quei 50 milioni - ha continuato Torrenti - bisogna però aggiungere che sono stati assegnati dal Mibact un milione e mezzo al museo di Aquileia e un milione per lavori al castello di Miramare. Mentre la Fondazione Aquileia sta appaltando lavori oltre cinque milioni per restauri». «La Regione crede fortemente che il recupero dei beni culturali sia uno dei volani utili a rimettere in moto l'economia e per questo ha investito anche risorse proprie, tra cui tre milioni per il complesso di villa Manin, dopo aver concluso in queste settimane gli impegnativi lavori appaltati dal comune di Codroipo con fondi regionali e - ha sottolineato l'assessore - ulteriori tre milioni sono stati assegnati per la villa Louise a Gorizia, dove la funzione di stazione appaltante sarà svolta dall'Ater di Udine. In questi mesi, altri due milioni sono sbloccati per l'ampliamento del cinema Visionario di Udine, mentre fondi sono stati indirizzati per la quarta sala di Cinemazero e per il museo di Gradisca».