LA PROCURA aggiunge nuovi tasselli all'inchiesta sulla mancata tutela della biblioteca dell'Istituto per gli studi filosofici, una raccolta di oltre 300 mila volumi sparpagliati in diverse sedi e ritenuti a forte rischio deperimento. Ieri i magistrati hanno sentito come persona informata dei fatti il delegato alla Cultura della giunta regionale, Sebastiano Maffettone. Il docente universitario è rimasto per oltre un'ora a colloquio con il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, che assieme ai pm Ludovica Giugni e Michele Fini coordina l'inchiesta affidata ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio. Obiettivo degli inquirenti, ricostruire l'attuale situazione della biblioteca, il cui valore culturale è stato riconosciuto da una delibera regionale del 2008, sia dal punto di vista logistico sia da quello amministrativo. Un paio di mesi fa era stato proprio Maffettone a dare impulso al trasferimento di una parte della collezione presso l'istituto Colosimo dove i libri, pur non potendo essere consultati dal pubblico, sono sistemati in locali considerati idonei a garantirne la conservazione. Gli altri testi sono però tuttora dislocati fra un immobile di Casoria e le stanze del Leonardo Bianchi, mentre non è ancora disponibile la sede dell'ex Coni di via Santa Maria degli Angeli individuata cinque anni or sono come possibile luogo dove sistemare l'intera raccolta, garantendone l'unitarietà e anche la vicinanza all'Istituto di Monte di Dio. Il fascicolo è aperto contro ignoti con il reato di "danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale". I pm hanno già sentito come testimoni il presidente dell'Istituto studi filosofici, l'avvocato Gerardo Marotta, e il direttore della Biblioteca, Valerio Cacace. «Se Napoli perde la biblioteca, muore definitivamente. E muoio anche io», aveva detto Marotta a Repubblica. Maffettone è arrivato in Procura intorno a mezzogiorno. «Quella dei magistrati è un'opera meritoria, stanno compiendo un lavoro molto importante nel settore della tutela dei beni culturali», ha commentato il delegato di De Luca, senza entrare nel merito dell'audizione. Nei giorni scorsi, Maffettone aveva invitato a «tenere distinte la grande personalità morale e scientifica dell'avvocato Marotta, che ha fatto tantissimo per la cultura e che mi onoro di conoscere da più di quarant'anni, dalla situazione amministrativa dell'istituto», ricordando che «le istituzioni, quando intervengono con risorse pubbliche, devono prestare sempre grande attenzione agli aspetti amministrativi». (d. d. p.)