Una nota di Guglielmo dell'8 luglio scorso invita Autorità portuale e Consorzio ormeggiatori a sospendere le opere per i pontili VENERDÌ 8 luglio, mentre gli ormeggiatori "abusivi" bloccavano il traffico via mare, impedendo le operazioni di imbarco-sbarco degli aliscafi, e il consorzio "Operatori Approdi Nautici del Lungomare di Napoli" procedeva al montaggio dei pontili, il soprintendente peri Beni Architettonici, Enrico Guglielmo, firmava una minuta. La lettera era indirizzata all'Autorità portuale (e al consorzio vincente), e per conoscenza al commissariato San Ferdinando, al comando carabinieri per la tutela del Patrimonio culturale, alla Capitaneria di Porto, al sindaco Rosa Russo Iervolino e alla Procura della Repubblica. Il dispositivo della minuta è nelle ultime righe: «Si invita la società consortile Operatori Approdi Nautici Lungomare di Napoli e l'Autorità portuale all'immediata sospensione delle opere, facendo carico alla Capitaneria di Porto, cui la presente è altresì diretta, di vigilare sul rispetto della predetta disposizione». Firmato, Enrico Guglielmo. Dunque, non c'è stato nessun via libera, da parte della Soprintendenza per la realizzazione dei pontili.Anzi, la richiesta dello stop ai lavori, motivato sulla immodificabilità dei vincoli nella fascia di mare, è ribadita più volte nella missiva. La stessa Autorità portuale ha "girato" al consorzio, il messaggio della Soprintendenza: l'esercizio dell'attività degli ormeggi, dice in sintesi la lettera, è di fatto bloccato. Ma Guglielmo, nella minuta, fa un passo indietro. E una premessa. In sostanza, osserva il numero uno di Palazzo Reale, sia il Consorzio, sia l'Autorità portuale, già nel febbraio scorso, conoscevano 1'avvio del procedimento «dell'imposizione di prescrizioni di tutela indiretta» della fascia di mare davanti Castel dell'Ovo, e del muro frangi-flutto che da Largo Sermoneta arriva fino al Molosiglio. «Tanto premesso, è stato accertato che in data 7 luglio», scrive Guglielmo, «sono iniziati i lavori finalizzati all'installazione di nuovi pontili a Mergellina con la posa in opera sul fondo marino di blocchi cementizi in funzione di corpimorti». L'invito di Guglielmo «all'immediata sospensione delle opere» rimescola le carte sulla realizzazione dei pontili di Mergellina e apre un nuovo braccio di ferro tra la Soprintendenza e l'Autorità portuale. Ieri, sulla vicenda degli ormeggi, si è svolto un altro incontro in questura. Una riunione definita «delicata e riservata» e alla quale hanno partecipato l'ammiraglio Pierluigi Lacioppo, comandante della Capitaneria di Porto, il questore Oscar Fioriolli, rappresentanti dell'Autorità portuale e del commissariato San Ferdinando. Non si esclude che nelle prossime ore ci siano altre «azioni di polizia». Intanto ieri sono state notificate dalla Capitaneria cinque denunce (per pericolo e intralcio alla pubblica navigazione) ad altrettante persone che venerdì scorso hanno partecipato alla protesta in mare. L'informativa è stata trasmessa in Procura. Sulla vicenda della collocazione dei nuovi pontili interviene con una nota la Cgil Campania e la Flit Cgil: «Quanto si è verificato nei giorni scorsi a Mergellina è un fatto grave e sconcertante». Resta il giallo delle barche (già raggiunte da un avviso di sgombero della Capitaneria) che ancora occupano lo spazio dove si dovrebbe allungare la "L" dei pontili. Di chi sono? «Non sono nostre», dicono gli ormeggiatori "abusivi" che ieri hanno presentato un'istanza di presentazione spontanea alla Procura e un esposto contro il consorzio vincente. «Di certo bloccano i lavori», denuncia uno degli operatori degli "Approdi Nautici". Un dubbio: ma i lavori non sono bloccati in seguito all'intervento della Soprintendenza di venerdì 8 luglio?