Sono 438 mila i visitatori della penisola. Cresce, ma di poco, la Valle Camonica. Il Parco delle incisioni rupestri ha scelto l'orario continuato: così i biglietti sono cresciuti Archeologia e turismo costituiscono un binomio che può avere grande successo, come succede a Sirmione, oppure regalare delusioni per la scarsa attenzione dei visitatori, come capita a Breno o a Cividate Camuno. In questa virtuale «classifica» delle aree archeologiche gestite direttamente dalla Soprintendenza, Sirmione è al top: tra Castello scaligero e Grotte di Catullo, la penisola è sempre più visitata. L'anno scorso erano 438 mila i turisti che non si sono limitati a guardare i due monumenti dall'esterno, ma hanno acquistato un biglietto per l'ingresso. E se è fin troppo facile confrontare i numeri del Garda con quelli della Vallecamonica, è pur vero che i biglietti staccati l'anno scorso per vedere la Villa Romana di Desenzano sono 9 volte in meno di quelli comprati a Sirmione per entrare nell'antica residenza di Gaio Valerio Catullo: i biglietti alle «Grotte» sono più di 200 mila e portano nelle casse del ministero per i Beni culturali 713 mila euro.