Da quanto si è capito, almeno nelle intenzionidichiarazioni, il sindaco Virginia Raggi (e presumibilmente con lei l'assessore alla cultura Luca Bergamo) non avrebbero alcuna intenzione di mollare, non senza combattere almeno, sullo «scippo» delle Scuderie del Quirinale, uscite dall'orbita-Campidoglio e affidate all'iperattivismo del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e al braccio operativo del suo Mibact (la Ales, società in house). Poche ore fa i sindacati affermavano: «La sindaca ha confermato l'intenzione da parte della amministrazione capitolina di rilanciare l'Azienda Speciale nel suo attuale assetto: Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale, Casa del Jazz». Ma davvero il gioco vale la candela per un Comune indebitato e che per questa partita negli ultimi anni metteva (sempre in ritardo e dopo mille «ni», soprattutto con Marino) tra i 10 e i 14 milioni? I giochi oltretutto parrebbero «fatti», addirittura con una carta firmata a maggio (ma di cui, RaggiBergamo compresi e a parte pochi diretti interessati, si è saputo pochi giorni fa!); carta con cui la Presidenza della Repubblica, padrona di casa, comunicava all'allora commissario Tronca, alla vigilia di un imminente arrivo di un nuovo inquilino eletto in Campidoglio, il non rinnovo della lunga concessione al Comune di quel che è stato, sia pur tra (molti) alti e bassi, il fiore all'occhiello delle attività espositive romane. Nelle intenzioni della sindaca (riferite) pare alludersi a una possibile convivenza a tre Quirinale, ministero, Roma Capitale. Ma con la golden share di fatto in mano al Mibact (peraltro in grado di far valere la sua forza anche nella politica dei prestiti, da sempre vulnus delle Scuderie, fin quando erano contenitore semivuoto, con dalla sua solo i Musei Capitolini come moneta di scambio internazionale), non varrebbe invece la pena, per Roma Capitale, cogliere l'opportunità di una nuova, grande e sia pur difficile sfida? Quale? Come? Mostrando grande cortesia istituzionale a chi non ti ha (più) voluto della partita, facendo ponti d'oro alle Scuderie fuggitive (anzi: fuggite), ma razionalizzando le risorse e provando piuttosto a rilanciare il Gran Dimenticato degli ultimi anni: il Palazzo delle Esposizioni, soggetto fagocitato proprio a vantaggio del salotto buono quirinalizio, ora senza nemmeno un cda e in mano a un commissario nominato da un sindaco scaduto. Volendo, con nuove idee, benzina, e preservandolo da gestioni-carrozzone (evitare mostre tipo Mercati di Traiano, Capitolini, ecc...), l'edificio di via Nazionale potrebbe trasformarsi in quel che mai fu: un Grand Palais de noantri.
Roma. Addio Scuderie? Salvate il Palaexpo
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e l'assessore alla cultura, Luca Bergamo, non intendono mollare sullo scippo delle Scuderie del Quirinale, uscite dall'orbita del Comune di Roma. I sindacati affermano che la sindaca ha confermato l'intenzione di rilanciare l'Azienda Speciale, che comprende Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale e Casa del Jazz. Tuttavia, il Comune di Roma è indebitato e mette a rischio di 10-14 milioni di euro. La Presidenza della Repubblica ha comunicato al commissario Tronca la non rinnovo della concessione alle Scuderie, che è stata oggetto di una possibile convivenza a tre, con il ministero e Roma Capitale.
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