Lavorano incessantemente vigili del fuoco e forestale con elicotteri e canadair Un danno incalcolabile quello causato dal vasto incendio doloso appiccato mercoledì scorso e che ha impegnato vigili del fuoco e forestale anche in queste ore. Ben cinque squadre di addetti all'antincendio sono state impegnante per tutta la notte. L'incendio in queste ore si è mosso su due fronti: uno in direzione di Monterosso Almo, esteso su circa 500 metri quadrati, e l'altro in direzione di Chiaramonte Gulfi, di oltre 300 metri quadrati. Già questi numeri danno una precisa idea di quanto continua a essere violento questo incendio che per tutto il pomeriggio di mercoledì ha continuato a divorare ettari ed ettari di bosco. Allo stato si calcola che almeno 300 ettari sono andati in fumo. Interessata in particolare dalle fiamme l'area demaniale al confine tra i comuni Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo. Il focolaio più minaccioso si è originato in contrada Muti-Fondo Gallina, a ridosso della pineta di Chiaramonte Gulfi. Dopo l'impiego di due elicotteri, di cui il possente «Sikorsky S-64 Skycrane» capace di trasportare ben 8 mila litri d'acqua, per alcune ore si è operato anche con tre canadair sui Monti Iblei e in territorio di Licodia Eubea. Laria è stata particolarmente irrespirabile soprattutto a Giarratana, a causa della densa cortina di fumo levatasi alta per centinaia di metri e visibile a parecchi chilometri di distanza. Alcune aree sono state evacuate a scopo precauzionale e di conseguenza i residenti hanno dovuto temporaneamente lasciare case ed aziende agricole, di cui tre in particolare lambite dalle fiamme. Questo incendio, per le proporzioni e la rapidità con cui si è propagato, è certamente il più grave degli ultimi vent'anni. Ricorda un altro grosso incendio registratosi nel 2003. In quell'occasione in tre giorni andarono in fumo poco meno di 250 ettari di bosco. Ora solo in tre ore il rogo ne ha distrutti almeno 300. Sul fatto che si tratti di incendio doloso non vi è dubbio. Si ipotizza, tra l'altro, che le fiamme siano state appiccate in almeno 4 o 5 punti. Non si spiegherebbe, altrimenti, la potenza devastante. Un altro dato che fa molto riflettere è quello registrato nel 2015. L'anno scorso il territorio boschivo degli Iblei non è stato nemmeno lambito da un fuocherello. Ora invece una sequenza impressionante, considerato anche l'altro incendio doloso di qualche giorno fa sempre nella stessa zona. Ecco perché servono indagini serrate per individuare i piromani, prima che sia troppo tardi. Peraltro i delinquenti hanno scelto i punti più impervi per appiccare le fiamme, con il chiaro scopo di rendere più difficoltose le operazioni di spegnimento. Alla luce di tutto ciò bisogna intensificare sul serio i controlli sulle aree demaniali, impiegando oltre agli agenti della forestale anche altre forze dellordine. Anni fa, grazie a questo sforzo congiunto, un pericolosissimo piromane fu arrestato.