L'ex consigliere Memoli : «Il centro storico è off limits, i basoli sono un pericolo». Maioriello: «Le rampe molto spesso sono troppo ripide, è il caso del tribunale» SALERNO. «Tanto si può e si deve ancora fare ma bisogna cercare di cambiare le cose con spirito propositivo non soltanto segnalando le criticità». L'ex consigliere comunale Gianluca Memoli, lungi dall'essere un cittadino poco attento ai bisogni delle persone con disabilità motorie egli stesso ogni giorno è costretto ad affrontare e a superare le barriere architettoniche che ancora rendono Salerno una città poco "carrozzina friendly" non nega tutto ciò che ieri, sulle colonne del nostro giornale, ha denunciato Erminio Garofano, ma focalizza l'attenzione su ciò che è possibile fare per trovare una soluzione al disagio raccontato. «Bisogna lavorare per intercettare i fondi riservati al Programma di abbattimento delle barriere architettoniche afferma con forza ma a volte gli stessi amministratori rimangono impantanati nella palude della burocrazia e tutto viene rinviato». Un caso fra tutti è quello che riguarda l'intervento cominciato nel centro città e mai terminato, che ha consentito solo al primo tratto di corso Vittorio Emanuele da piazza Vittorio Veneto a via Santi Martiri di essere dotato di percorsi agevolati per non vedenti e persone sulla sedia a rotelle o con problemi di deambulazione in generale. I lavori per il completamento dell'intervento si sono arenati per mancanza di fondi. Ma i soldi non sono l'unico problema. «La zona più complicata di Salerno, per uno come me che gira la città sulla carrozzina, è anche la più bella: il centro storico continua Memoli dove tutte le proposte per "livellare" basoli e sanpietrini in modo da evitare insidie sul percorso devono ottenere il placet della Soprintendenza visti i vincoli che la zona presenta. Un'idea era quella di "trattare" la pavimentazione con una sostanza chimica già utilizzata in via Portanova ma l'intervento è molto dispendioso. L'alternativa sarebbe creare dei tappetini su un lato di via Mercanti e traverse limitrofe ma sembra una soluzione impossibile». Seppur non cittadina salernitana, Vitina Maioriello, presidente dell'associazione "Mi girano le ruote", conosce bene le problematiche che presenta la nostra città per chi non è normodotato. Sua la denuncia riguardante l'inaccessibilità della nuova Stazione marittima e sue le segnalazioni inviate a Palazzo di Città riguardanti alcuni uffici negati a chi è in carrozzella. «Trovo il Tribunale di Salerno una struttura non facilmente accessibile a tutti. Per superare gli scalini dell'ingresso c'è una rampa troppo ripida e ho avuto non poche difficoltà a raggiungere alcuni uffici in luoghi poco adatti al passaggio di una carrozzina».