La lente d'ingrandimento del Comune si posa sul Castelluccio, simbolo della città, in corso di riqualificazione da parte del proprietario, l'imprenditore Francesco Santese. Dopo segnalazioni da parte di associazioni e cittadini, dopo l'intervento del Fai (Fondo ambiente italiano) che aveva espresso dubbi sui lavori in corso, si è mossa pure l'amministrazione comunale. Del restauro del Castelluccio o "Castelluccia" per i battipagliesi veraci si è discusso nel corso della riunione di giunta di giovedì. L'amministrazione ha convocato un tavolo tecnico con la Soprintendenza e con la proprietà (la Marcovaldo srl di Roma, di cui fa parte l'imprenditore Santese), per «l'adozione di opere di mitigazione architettonica». «Siamo sempre attenti ha detto la sindaca Cecilia Francese a salvaguardare le radici storiche e simboli della nostra città. Il Castelluccio è uno di questi. L'intervento approvato dalla Soprintendenza è imbarazzante e per questo facciamo voti all'ente preposto alla tutela di tenere in conto una maggiore attenzione alla sua qualità architettonica». L'edificio fu ricostruito negli anni Trenta e acquistato nel 1979 dalla Marcovaldo srl. All'epoca la struttura era abbandonata nel degrado. Per 35 anni nessun progetto presentato da Santese per una riqualificazione del Castelluccio è stato mai accolto dalle diverse amministrazioni. Le richieste avanzate negli anni sono state innumerevoli (1985, 1989, 1994), sempre senza risposta. Il Comune di Battipaglia si è attivato, lo scorso anno, affinché sul bene venisse dichiarato il vincolo. Il Castelluccio è stato decretato così "bene di interesse particolarmente importante". Pertanto l'edificio è vincolato come monumento simbolico e non come bene storico. Per quanto riguarda i lavori, avviati a seguito dei continui crolli, la proprietà aveva presentato un progetto per il consolidamento dell'edificio che rappresenta un corpo aggiunto dell'immobile. Il Comune aveva inoltrato il progetto alla Soprintendenza, che ha approvato l'esecuzione delle opere. La Soprintendenza ha seguito l'andamento dei lavori, approvato la scelta dei materiali ed effettuato le verifiche, dal momento che si era riservata il diritto di "alta sorveglianza". I lavori stanno interessando tutta la facciata dell'edificio e le fondamenta, ma è innegabile che il profilo estetico del Castelluccio stia profondamente cambiando. Da qui i dubbi del Fai, che in una lettera inviata al ministero dei Beni Culturali, al presidente della Provincia Giuseppe Canfora e alla sindaca Francese, ha parlato di una «ricostruzione di fantasia» dell'immobile «in particolare nella parte retrostante». Aggiungendo che «dove sorgeva un corpo coperto da tetto a due falde, ora si intravedono merlature in tufo giallo rivestite di cotto rosso; il tutto su una struttura in cemento armato che sostituisce integralmente quella in materiale calcareo preesistente».