Burbero ma benefico, ironico e battagliero, uno degli ultimi gentiluomini. E con una intelligente apertura culturale. Così viene ricordato da amici e colleghi studiosi Francesco Valcanover, il sovrintendente che si prodigò nel salvataggio e nella ricognizione dei restauri delle opere danneggiate della grande acqua alta del 1966. La scomparsa di uno dei protagonisti della scena artistica e culturale veneziana e veneta del dopoguerra è stata comunicata nei giorni scorsi dalla famiglia a esequie avvenute. Aveva 90 anni. «È stata - sottolinea lo storico dell'arte padovano ed esperto cinquecentista Enrico Dal Pozzolo - una figura di riferimento per l'arte veneta. Io ho avuto la fortuna di incontrarlo due volte, negli ultimi anni si era defilato». Nato a Belluno nel 1926, assistente di Giuseppe Fiocco alla fine degli anni Quaranta, Valcanover è stato tra i massimi studiosi di Tiziano, Carpaccio e Tintoretto, autore di importanti monografie sulla pittura veneziana dal '300 al '700, tra cui quella dedicata al Vecellio del 1969 per i «Classici dell'Arte» di Rizzoli: «Quel testo spiega Dal Pozzolo è tuttora molto attuale perché è essenziale e puntuale». Organizzatore di importanti mostre, resta epocale la rassegna dedicata al maestro cadorino e alla sua bottega e cerchia di artisti a lui vicini allestita all'Auditorium di Belluno nel 1951, che resta un unicum. Valcanover ha dedicato la sua vita alle istituzioni e alla conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del Veneto. Già nel 1949 entra nella Amministrazione delle Belle Arti, prima alla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di Trento; poi, nello stesso anno, a quella alle Gallerie di Venezia, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso e Vicenza, di cui diviene Sovrintendente nel 1966. Dal 1974 al 1987 regge la Sovrintendenza ai Beni Artistici e Storici di Venezia; quindi svolge le funzioni di Ispettore a Roma all'Ufficio Centrale del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali dal 1987 al 1988. Dal 1991 al 2003 ha ricoperto la carica di amministratore dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti di Venezia. A Valcanover si deve il riallestimento della Ca' d'Oro e, in parte, delle Gallerie dell'Accademia, per le quali ha operato con acquisizioni mirate di opere significative (tra cui capolavori di Antonio Vivarini, Montagna, Tiziano, Jacopo Bassano, Tintoretto, Strozzi, Ricci, Gianbattista Tiepolo, Canaletto, Guardi, Longhi), arricchendone la raccolta. Diede avvio nel 1966 alla serie dei «Quaderni» della Sovrintendenza e nel 1982 alla collana dei cataloghi dei disegni delle Gallerie dell'Accademia.