Presentato un disegno di legge trasversale che rafforza le sanzioni contro le ecomafie ROMA Primi passi per inserire nel codice penale il reato ambientale. Con un'azione condivisa da 160 parlamentari della maggioranza e dell'opposizione si stringono i tempi per il varo di un disegno di legge (atto Camera 5783) presentato ad aprile da Paolo Russo (Fi), presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite. Un provvedimento ha spiegato Russo che si propone di dare attuazione alle decisioni Uè in materia di tutela penale dell'ambiente e di trasformare in norme i suggerimenti forniti in Commissione da tanti soggetti competenti in materia (magistrati, procure, scienziati, imprenditori, forze dell'ordine e sindacati). I cinque articoli del disegno di legge prevedono pene severe (carcere, confisca dei beni, interdizione e sanzioni pecuniarie) per chi commette crimini ambientali non ancora adeguatamente sanzionati dal nostro sistema, se non con semplici contravvenzioni. Un'occasione da non perdere vista la copiosa pattuglia di parlamentari decisa a mettere alle corde chi massimizza profitti trafficando in rifiuti e danneggiando l'ambiente. Attività illecite che finora hanno fatto pendere la bilancia a favore della criminalità ambientale visto che è stata assai bassa la percentuale dell'individuazione dei colpevoli, dei puniti e di chi ha scontato le pene previste. Non mancano, pero, nel testo diminuzioni di pena per chi, in coerenza con le politiche di ripristino ambientale, decida di bonificare i luoghi danneggiati. Nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri a Montecitorio il presidente Russo ha reso noto che è stato rivolto un accorato invito ai presidenti di Camera e Senato nonché alle rispettive commissioni Ambiente affinchè si trovi il tempo per discutere il provvedimento. E pare che il testo potrà essere discusso in prima lettura alla Camera dove c'è anche la disponibilità della commissione Ambiente ad esaminare il testo in sede legislativa. «Se così fosse ha detto Russo entro metà ottobre il Ddl potrebbe essere già licenziato da Montecitorio. Spetterà poi al Senato l'approvazione definitiva». Apprezzamento per l'iniziativa è stato espresso dal procuratore nazionale antimafia, Pierluigi Vigna, per il quale le ecomafie si combattono anche con la prevenzione e la rottura dei consensi. Donato Piglionica (Ds) ha auspicato un maggior coordinamento tra tutte le forze dell'ordine per stanare e colpire i criminali, mentre Anna Finocchiaro (Ds) ha suggerito alcuni emendamenti.
Il reato ambientale muove i primi passi
Un disegno di legge trasversale è stato presentato per rafforzare le sanzioni contro le ecomafie. Il testo, sostenuto da 160 parlamentari, prevede pene severe per chi commette crimini ambientali non adeguatamente sanzionati. Il disegno di legge include cinque articoli che prevedono carcere, confisca dei beni, interdizione e sanzioni pecuniarie. Un'occasione per mettere alle corde chi massimizza profitti trafficando in rifiuti e danneggiando l'ambiente. Il testo è stato presentato da Paolo Russo, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite.
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