Trenta ettari di macchia e ulivi andati in fumo. Le tracce portano a un incendio doloso Le fiamme hanno sfiorato la casa occupata dalla delegazione tedesca che studia il parco Difficile credere a cause naturali per il rogo che domenica a tarda sera ha colpito il parco archeologico di Selinunte. Le fiamme hanno bruciato circa trenta ettari, il primo focolaio è stato segnalato a ttorno alle 23,30. Per fortuna non sono stati interessati direttamente gli spazi archeologici perché protetti da viali "parafuoco" come ha confermato il direttore del parco: «Ho seguito tutte le operazioni di spegnimento delle fiamme che hanno interessato la zona di Manuzza - dice Enrico Caruso, direttore del parco archeologico -. Escludo che ci possano essere stati danni alle aree archeologiche poiché a delimitarle per fortuna ci sono i viali parafuoco». A bruciare sono state sterpaglie, macchia mediterranea e qualche albero di ulivo. Le fiamme hanno però lambito l'appartamento occupato d alla delegazione tedesca che si occupa da tempo degli scavi archeologici, in zona Manuzza. Chi ha appiccato il rogo, perché di incendio doloso indubbiamente si tratta, ha scelto le aree interne, forse con più focolai, quelle più difficili da raggiungere e dove era più forte il vento che stanotte soffiava nella zona. L'incendio arriva a pochi giorni dall'annuncio della nascita dell'ente parco e proprio mentre la forestale si stava occupando della ripulitura dalle erbacce della zona archeologica. Leggi anche - Il rischio-incendi e l'estate: cosa fare La rabbia del sindaco «Voglio ringraziare i volontari del Nucleo Operativo Emergenze di Castelvetrano che, unitamente alla protezione civile comunale, hanno supportato gli uomini del corpo dei Vigili del Fuoco e della Guardia Forestale che con grande difficoltà ed abnegazione hanno impedito che le fiamme si propagassero all'interno dell'area archeologica - sottolinea il sindaco di Castelvetrano Felice Errante -. Non mi stupisce più niente in questa città, ma appare davvero inverosimile che alle 23.30 di una domenica sera possa essersi generato un fenomeno di autocombustione naturale, ma per quanto questa città sia ricca di persone strane e difficilmente classificabili, sfugge a qualsiasi logica che si possano mettere a rischio le millenarie vestigia selinuntine solo per il capriccio di qualche delinquente, paragonabile per gravità a quello di chi per giorni ha incendiato i rifiuti per strada. Mi auguro che gli organi inquirenti possano presto individuare le cause e gli eventuali responsabili assicurandoli alla giustizia. E' stata macchiata una bella giornata che aveva visto il parco invaso da una moltitudine di persone». Il successo del parco Nella sola giornata del 7 agosto, infatti, il parco ha registrato oltre 600 ingressi. I piromani hanno atteso la chiusura dei cancelli e protetti dal buio della notte sono entrati in azione. L'episodio fa venire in mente il progetto di attentato ai templi di Selinunte che nella stagione delle bombe del 1993 pare fosse stato organizzato dal boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro. E in questa estate così ricca di incendi in tutta la Sicilia più di qualche investigatore pensa che questi incendi possano far parte di una nuova strategia intimidatoria.