Cresce anche in Italia l'attenzione e l'interesse per la responsabilità sodale d'impresa, la corporate social responsibility (Csr). L'idea di partenza è che l'impresa è al centro di una costellazione di interessi di cui è parte, visto che vive all'interno di una rete di relazioni con molti e differenti portatori di interessi, gli stakeholders. Con l'impresa si relazionano ovviamente gli azionisti, ma anche i finanziatori, i lavoratori e i collaboratori, i clienti, le comunità locali. Gli stakeholders hanno specifiche aspettative verso le imprese, con reciproche influenze ed effetti anche sul successo dell'impresa, sulla sua resistenza a lungo termine e sulla sua reputazione. Queste correlazioni sono evidenti anche sui mercati, dove l'offerta di servizi di asset management inizia sempre più a integrare nell'analisi finanziaria classica, variabili sociali e ambientali in grado di esaminare, con ulteriori chiavi di lettura, le performance e le prospettive delle aziende. La Csr è un volano importante della competitività delle imprese, del posizionamento nel mercato, dell'affermarsi e accreditarsi presso i clienti, i dipendenti, il territorio. Ma non solo. È anche un elemento strategico per promuovere la competitività dei singoli Paesi. Non a caso si cominciano ad analizzare le correlazioni tra lo sviluppo della Csr e la competitivita delle nazioni, sottolineando come la Csr sia un driver importante, insieme ad altri fattori come la tecnologia, il capitale umano, le istituzioni, le infrastrutture. La Csr produce i suoi effetti oltre le imprese, coinvolge società civile, governi, istituzioni nazionali e sovranazionali in politiche comuni, verso obiettivi di sostenibilità economica. Questi temi, su cui l'Associazione bancaria italiana (Abi) è impegnata da tempo, saranno affrontati domani durante la prima conferenza nazionale di EconomEtica, il centro interuniversitario per l'etica economica e la responsabilità sociale di impresa. Sarà presentata la «Guida critica alla responsabilità sociale e al governo d'impresa», promossa dall'Abi, edita da Bancaria Editrice. L'incontro vuoi essere l'occasione per soffermarsi sui modelli d'impresa e le nuove prospettive della corporate governance, sulla Csr come modello di governo dell'impresa e sui confini tra regolamentazione e autoregolamentazione. Gli aspetti che saranno affrontati riguardano anche gli incentivi economici e le motivazioni individuali, sino a toccare le analisi sulla globalizzazione e i modelli di capitalismo sostenibile. La «Guida critica alla responsabilità sociale e al governo d'impresa» raccoglie i contributi di 40 autori con competenze diverse giuridiche, manageriali, etico-filosofiche, sociologiche con l'obiettivo di fornire una sintesi delle diverse prospettive della responsabilità sociale: si parte dagli scenari della globalizzazione, si analizzano i modelli economici, giuridici, manageriali di impresa e di governance, le diverse nozioni di responsabilità, l'etica degli affari, gli incentivi e le motivazioni economiche che spingono i diversi soggetti all'attuazione della Csr, le aree e le problematiche interessate, le forme di autoregolamentazione, gli strumenti per la sua gestione. L'Abi ha voluto promuovere il lavoro in una prospettiva di carattere generale. L'Abi e le banche sono impegnate sulla responsabilità sociale in uno scenario vivace di iniziative nazionali e internazionali. Da un lato, l'Abi contribuisce a sviluppare il dibattito e la diffusione del tema nella comunità bancaria; dall'altro, fornisce ai propri associati gli strumenti necessari per integrare nel proprio business strategie di Csr. Questa attività è stata svolta creando un luogo dedicato di confronto e discussione, costituendo dal 2001 uri gruppo di lavoro con banche che rappresentano l'82 degli sportelli e oltre l'80 del totale attivo di sistema. L'industry bancaria italiana si è dimostrata anni molto attiva anche pei la rendicontazione sociale: nel 2003 hanno redatto un bilancio sociale banche che rappresentano il 54 del totale attivo e il 57,4 degli sportelli. Le prime banche a partire dai Monti di Pietà nascono per rispondere a una domanda di finanziamento che arriva da nuclei familiari e produttivi per promuovere la crescita de! territorio; proseguendo poi con le esperienze di successo del secolo scorso. A ciò si sommf la funzione tipica della bana che, nel ruolo di intermediazione tra l'offerta e la domanda di denaro, ha un impatto significativo sulla società, come motore di crescita, sviluppo e benessere collettivo. Ne emerge che l'attività bancaria è particolarmente legata alla capacità di instaurare rapporti costruttivi, ripetuti e duraturi. Insomma la banca esprime quasi una "socialità" implicita e intrinseca nel senso di vicinanza alla società, agli stakeholders che ha molto a che fare con la responsabilità d'impresa. Oggi l'elaborazione teorica della Csr soprattutto nella sua prospettiva di gestione orientata a un modello multistakeholder dell'impresa offre alle imprese bancarie l'opportunità di rileggere la propria storia e definire la propria strategia utilizzando strumenti concettuali aggiornati e coerenti con le esigenze del mondo contemporaneo. Direttore generale dell'Abi