Pubblichiamo una lettera inviata dalla presidente dell'Associazione Italiana dei Conservatori e Restauratori degli Archivi e delle Biblioteche, AICRAB (www.aicrab.org) al ministro Franceschini sull'annosa questione dei restauratori: On. Ministro Dario Franceschini e, p.c. Prof. Giampaolo D'Andrea Capo di Gabinetto Cons. Paolo Carpentieri Capo Ufficio Legislativo Arch. Francesco Scoppola Direttore Generale Educazione Ricerca Arch. Antonia Pasqua Recchia Segretario Generale Dott.ssa Caterina Bon Valsassina Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Onorevole Ministro, con decreto direttoriale n. 79 del 29 luglio 2016 la Direzione Generale Educazione e Ricerca, DGER, ha prorogato di 11 mesi la data di termine dei lavori della Commissione incaricata di valutare le domande per l'acquisizione del titolo di restauratore pervenute al MiBACT a seguito del bando di selezione pubblica firmato dall'allora Direttore Generale Educazione e Ricerca il 22 giugno 2015. Nel decreto direttoriale n. 83 dell'11 novembre 2015 la stessa DGER stabiliva che «la Commissione termina i propri lavori entro il 31 maggio 2016» e che «La Commissione può chiedere, ove risultasse necessario per motivate esigenze istruttorie legate ai suoi lavori, una proroga non superiore a 60 giorni». Va da sé che la proroga è stata puntualmente richiesta e concessa fino al 31 luglio 2016. Viene fatto di domandarsi innanzitutto quale sia il senso della proroga di 60 giorni concessa alla fine del maggio scorso: possibile che la Commissione alla fine di maggio non fosse in grado di prevedere che non solo il 31 luglio non avrebbe terminato i propri lavori, ma che, anzi, avrebbe avuto necessità di 394 giorni ancora? È appena il caso di ribadire che i professionisti del settore sono in attesa, non da un anno, ma da 12 vale a dire dal varo del Codice dei beni culturali e del paesaggio che il Ministero pubblichi gli elenchi dei restauratori abilitati a compiere interventi sul patrimonio culturale. Sorvolo, per carità di patria, sulla figuraccia ministeriale del 2010, allorché migliaia di restauratori presentarono la domanda per via informatica allegando la relativa, corposa documentazione. Allora il Ministero si accorse di aver avviato un'operazione tardiva, basata su regole ormai obsolete e bloccò ovviamente ex post il meccanismo inopinatamente messo in moto. A ciò si aggiunga che, secondo una logica del tutto incomprensibile, il 21 luglio è stata disposta la «pubblicazione dell'elenco parziale che anticipa il riconoscimento della qualifica di restauratore degli aventi diritto in quanto diplomati nelle Scuole di Alta Formazione del Ministero () consentendo loro di partecipare () al concorso RIPAM-MiBACT per funzionari restauratori». L'occasione addotta è rappresentata dunque dal concorso dei 500 funzionari, 80 dei quali restauratori che, sulla base della tabella di marcia tracciata dalla DGER per i lavori della Commissione, avrebbero dovuto conoscere il loro destino entro il 31 maggio (o al massimo il 31 luglio). Premesso che non c'era alcuna necessità di pubblicare l'elenco parziale di cui sopra giacché i diplomati delle SAF del MiBACT acquisiscono la qualifica ope legis se effettivamente la finalità era quella di anticipare il riconoscimento della qualifica di restauratore per i partecipanti al concorso, non si comprende per quale motivo l'elenco non sia stato redatto oggi valutando la qualificazione dei candidati risultati idonei alla prova di selezione svoltasi ieri, 3 agosto. Inoltre non sussisteva alcuna ragione di rendere pubblico tale elenco, che sarebbe dovuto rimanere riservato al solo utilizzo da parte della Commissione esaminatrice del concorso di cui sopra. Stanti così le cose, infatti, tale pubblicazione (nonché quella di eventuali nuovi elenchi nei quali siano ricompresi i non diplomati SAF risultati idonei alla prova sostenuta il 3 agosto) costituisce un'evidente turbativa del mercato del restauro. Da un verso essa favorisce i restauratori individuati nell'elenco del 21 luglio che sono ad oggi gli unici professionisti ai quali viene riconosciuto dal MiBACT il titolo di restauratore e conseguentemente, in concreto, i soli legittimati ad intervenire sul patrimonio culturale. Dall'altro verso essa danneggia le migliaia di professionisti i quali, pur essendo restauratori pleno iure sulla base di quanto stabilito dall'art. 182 del Codice, non potranno esibire la propria qualificazione se non al termine dei lavori di una Commissione che sono i fatti a testimoniarlo non intende rispettare alcuna scadenza. Il combinato disposto della proroga, in pratica sine die, dei lavori della Commissione e la pubblicazione dell'elenco parziale di cui sopra ha determinato una situazione di eccezionale gravità e credo che esso comporti responsabilità di carattere civile e forse anche penale delle quali chi di dovere sarà chiamato ovviamente a rispondere. Non mi resta che invitarLa, onorevole Ministro, a porre sollecito rimedio alle discrasie di cui ho dato sinteticamente conto. Resto in attesa di un cenno di riscontro e distintamente La saluto Padova, 4 agosto 2016 Melania Zanetti
Albo dei restauratori: lettera della presidente di AICRAB al ministro Franceschini
La presidente dell'Associazione Italiana dei Conservatori e Restauratori degli Archivi e delle Biblioteche, Melania Zanetti, ha inviato una lettera al ministro Franceschini per denunciare la proroga dei lavori della Commissione incaricata di valutare le domande per l'acquisizione del titolo di restauratore. La proroga è stata concessa fino al 31 luglio 2016, ma la Commissione ha richiesto una proroga di 60 giorni, che è stata concessa. Zanetti sostiene che la proroga è stata richiesta e concessa in modo incomprensibile e che la pubblicazione dell'elenco parziale dei restauratori abilitati a compiere interventi sul patrimonio culturale costituisce una turbativa del mercato del restauro.
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