VIAREGGIO. Tra gli automobilisti che domenica hanno cercato invano di passare da via dei Lecci, chiusa dopo l'incidente mortale del tardo pomeriggio, c'era anche il soprintendente Luigi Ficacci. Stava cercando di rientrare a casa, in quella stessa via in cui Almisio Agostini è morto mentre era in sella alla sua bicicletta. Il direttore della Soprintendenza di Lucca adesso ribadisce che quel muro che costeggia via dei Lecci è intoccabile. «Davanti a una richiesta di abbattimento arriverebbe un diniego. Il problema - spiega - non va affrontato in questi termini. Non c'è dubbio sul fatto che quel muro abbia un valore culturale. È la viabilità che deve adattarsi al preesistente e non il contrario. Qualsiasi cittadino potrebbe denunciare la Soprintendenza per demolizione di un bene culturale in caso di abbattimento». Ficacci, «profondamente addolorato e scosso» per quanto accaduto in via dei Lecci, spiega che il no della Soprintendenza è ben più complesso di quanto non si tenda a pensare. «Le Soprintendenze esistono per tutelare beni culturali. Villa Borbone e i suoi annessi lo sono». Detto questo, il direttore sposta il punto del discorso sul tema della viabilità. «C'è un problema grave di promiscuità tra automobili e biciclette, ed è qui che occorre intervenire. Proprio per questo a gennaio ho incontrato la giunta comunale (ormai ex giunta, ndr) per iniziare un lavoro a livello urbanistico. Una giunta consapevole, che conosce le cose - va avanti Ficacci - non chiederebbe mai la demolizione del muro, perché sa bene che la richiesta otterrebbe il diniego. Chi pone la questione in questi termini sembrerebbe solo intenzionato a scaricare la responsabilità su altri. Il problema della viabilità va risolto a livello strutturale e urbanistico». All'epoca in cui la Soprintendenza bocciò la proposta di abbattimento del muro avanzata dall'allora sindaco Luca Lunardini, Ficacci non era ancora in forze a Lucca «ma - ribadisce - non c'è alcun dubbio sul fatto che da parte della Soprintendenza non può che arrivare un diniego davanti a simili richieste».(b.f.)