VIA libera del governo alla legge regionale sul Piano Casa, dopo che, a febbraio, l'aveva impugnata. Ad annunciare l'imminente disco verde da Roma è la sottosegretaria del Ministero per i Beni culturali e il turismo, Ilaria Borletti Buitoni, ieri a Genova. Ha anche reso noto che il Mibact entrerà nell'operazione di recupero dell'isola Palmaria, lanciata dalla giunta Toti, con il ruolo centrale di cabina di regia. E mette in guardia, senza però parlare di "numero chiuso" per i turisti: «Occorre promuovere e organizzare un turismo sostenibile sui territori - indica - perché Cinque Terre, Venezia o San Gimignano devono vivere, e non morire, di turismo». E il presidente della Regione, Giovanni Toti, che ha accolto la sottosegretaria, ha aggiunto: «Nessun numero chiuso alle Cinque Terre, sono contrario - mette in chiaro - i flussi turistici vanno organizzati e con le nuove tecnologie si può fare, ad esempio scaglionando gli arrivi. Potenziando le vie d'acqua, organizzando porti artificiali off-shore non impattanti con l'ambiente». Secco il commento del Partito democratico, mentre la giunta Toti, ieri, festeggiava l'ok del governo alla legge sul Piano Casa: «Toti e Scajola hanno dovuto modificarla la legge, prima di avere il placet del governo - dicono i consiglieri regionali Pd - e le correzioni rispecchiavano le mozioni che abbiamo portato in consiglio a questa legge che non ci piace, ma che almeno così riduce la portata di devastazione rispetto a un testo che, nella versione iniziale, permetteva di costruire anche nei Parchi». Borletti Buitoni non ha nascosto un aspro scontro iniziale proprio con la Regione guidata dal centrodestra per la legge sul Piano Casa: «C'è stato un confronto molto franco, incontri molto "vivaci", all'inizio, tra la Regione Liguria e il Ministero - spiega la sottosegretaria - poi le nostre richieste di modifica della legge, con l'unico intento di tutelare il territorio, sono state recepite dalle Regione Liguria, soddisfacendole, e dunque, con i correttivi richiesti, ci sarà un parere diverso da parte del governo. Sono state raccolte e trasformate in cambiamenti le eccezioni sollevate dal ministero e ora il testo ci soddisfa: questo vuol dire cambiare l'Italia e cambiarla in meglio». «Siamo partiti con grandi litigate, siamo arrivati a migliorare la legge », annuisce l'assessore regionale all'Urbanistica Scajola. Ilaria Borletti Buitoni è arrivata a Genova per firmare con il presidente della Regione, l'assessore Scajola e nove sindaci dei Comuni dello spezzino, l'accordo di programma per la gestione del sito Unesco delle Cinque Terre, Portovenere, Palmaria, Tino e Tinetto. Un passaggio operativo che renderà molto più concreta l'azione di tutela, valorizzazione e promozione del sito, e che però non era mai stato compiuto, dal 1997 - anno della "nomina" Unesco - soprattutto perché, spiegano i tecnici, mancava la volontà politica delle singole amministrazioni comunali. Che invece ieri, con nove sindaci, sono accorse a firmare l'accordo, impegnandosi innanzitutto a recepire nei propri Puc l'accordo stesso. E infatti Borletti Buitoni parla di «modello Liguria: questo accordo segna il cambiamento di metodo che spero sia mutuato dal resto dell'Italia - ha indicato - una delle ragioni che hanno portato ai disastri paesaggistici in Italia è rappresentata dalle amministrazioni che non collaborano. In questa regione ferita tante volte, questa è l'occasione di cambiare strada perché paesaggio, ambiente e territorio sono fermamente uniti». E aggiunge: «La Liguria dà un segnale che ora gli altri devono raccogliere». .«Con questo accordo di programma facciamo fare alla Liguria e alle Cinque Terre uno scatto in avanti - spiega l'assessore Scajola - perché il piano di gestione permetterà di progettare il futuro di questo territorio e attingere ai finanziamenti europei, con l'obiettivo di tutelare e valorizzare».