PRESENTATI DA UNDICI AZIENDE ALL'ANTITRUST E A CANTONE UNDICI aziende di tutta Italia, che si sono accreditate per la conservazione dei documenti digitali della pubblica amministrazione, hanno presentato due ricorsi contro l'Istituto beni culturali della Regione Emilia-Romagna. Uno recapitato all'Autorità anticorruzione e il secondo all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con l'accusa comune nei confronti del Polo archivistico regionale (Parer) di «una possibile violazione delle regole italiane ed europee in materia di concorrenza», scrive la bolognese Unimatica, tra le 11 firmatarie. A spingere le aziende al ricorso è il fatto che il Polo fornisca servizi non solo a enti della Regione ma in tutta Italia, «bypassando le regole delle gare di appalto», e in maniera «praticamente gratuita, limitandosi a chiedere a volte un modesto rimborso». Col risultato che queste aziende, che hanno fatto investimenti per accreditarsi con l'Agenzia per l'Italia digitale, «si vedono sfilare da strutture come il Parer fette consistenti di mercato, totalmente impotenti di fronte a soggetti pubblici che operano fuori dalle regole». (m. bet.)