Fanno ancora discutere i contributi alla cultura, una torta che in Alto Adige è molto ricca. Se agli «italiani» toccano 9,3 milioni, l'assessorato alla cultura tedesca è tre volte più ricco. Nel 2015 infatti sono stati liquidati contributi per 33,4 milioni di euro. Un fiume di denaro destinato ad associazioni, bande musicali, cori, teatri, centri giovanili agenzie di formazione e chi più ne ha più ne metta. La media dei contributi è decisamente più alta nell'assessorato alla cultura tedesca che in quella italiana. In proporzione i soggetti beneficiari sono meno nel mondo di lingua tedesca dove predominano una serie di grandi istituzioni. BOLZANO. In Alto Adige tutto ciò che è pubblico viene diviso in base agli equilibri etnici. Se agli «italiani» toccano 9,3 milioni, l'assessorato alla cultura tedesca è tre volte più ricco. Nel 2015 infatti sono stati liquidati contributi per 33,4 milioni di euro. Un fiume di denaro destinato ad associazioni, bande musicali, cori, teatri, centri giovanili agenzie di formazione e chi più ne ha più ne metta. Un primo dato è significativo. La media dei contributi è decisamente più alta nell'assessorato alla cultura tedesca che in quella italiana. In proporzione i soggetti beneficiari sono meno nel mondo di lingua tedesca dove predominano una serie di grandi istituzioni. Ma sopratutto i Verbände, le federazioni di associazioni di un determinato settore. La «casa madre» riceve il grosso dei contributi e li gira a cascata alle associazioni figlie che però, avendo una propria personalità giuridica, possono anche interfacciarsi direttamente con l'ente pubblico su progetti specifici. Una struttura su più livelli che si ritrova in tutti gli ambiti della società sudtirolese. Tolti i contributi ai comuni (3,3 milioni) e quelli ai vari centri giovanili (3,6 milioni) l'ente più sovvenzionato risulta essere il Südtiroler Kulturinstitut che nel 2015 ha ricevuto contributi per 1,6 milioni. In seconda posizione la scuola di lingue cooperativa Alpha Beta con 1,2 milioni mentre al terzo posto ci sono le varie Musikkapellen, le bande musicali di paese. Sono quasi un centinaio e tutte insieme ricevono 1,1 milioni. Sopra quota 1 milione anche la rete delle Volkshochschulen che è equiparata alle agenzie di formazione permanente. Scendendo verso il basso si trovano il centro di Formazione Lichtenstern a Nalles (886mila euro), il Kvw (le Acli di lingua tedesca) con 694mila euro. E poi ancora il centro convegni dell'abbazia di Novacella (663mila euro) e i vari movimenti di ispirazione cattolica come il Katholischen Frauenbewegung (donne), il Männerbewegung (uomini) , Jungschar (giovani) e ovviamente il Kfv, ovvero il movimento delle famiglie cattoliche. Tutte insieme queste realtà nel 2015 hanno ricevuto oltre 600mila euro. L'associazionismo cattolico viene finanziato anche attraverso le parrocchie (oltre 100mila euro di contributi diretti nel 2015) e la federazione dei cori di chiesa che nel 2015 hanno ricevuto 240mila euro. Non mancano nemmeno le grandi associazioni come l'Alpenverein (200mila euro), il Vke (324mila) e gli Schützen che nel 2015 hanno ricevuto 170mila euro. Il fatto che ormai i cappelli piumati siano in rotta con l'Svp non ha comportato il taglio dei fondi. Stesso discorso per i «piantagrane» dell'Heimatpflegeverband. L'associazione ha condotto una dura campagna contro l'aeroporto ma ciò non gli ha impedito di ricevere 200mila euro dalla Provincia. Tra le associazioni bolzanine spicca il Filmclub di via Dr. Streiter che nel 2015 ha ottenuto contributi per 190mila euro. Esattamente la metà di ciò che ha incassato, sempre nel 2015, l'Urania di Merano.