Il vicepresidente Zanchini: con noi Greenpeace e Wwf ma «più cura del ferro» Sulla candidatura olimpica di Roma manca ancora la presa di posizione definitiva del Campidoglio (giorni fa la sindaca Virginia Raggi ha annullato la trasferta di un dirigente comunale a Rio) intanto però arriva anche il «sì» ambientalista di Legambiente, che apprezzando le varie sfumature di «verde» del dossier presentato dal Cio invita anche a guardare oltre il 2024: «Metro a Tor Vergata, anello ferroviario, recupero di grandi opere abbandonate come lo stadio Flaminio: le Olimpiadi lascerebbero un'eredità importante a tutta la città». Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente, parla anche a nome delle altre associazione ambientaliste che promuovono il progetto - Greenpeace, WWF, Lipu, Italia Nostra - quando invita tutti ad abbandonare un dibattito esclusivamente ideologico: «Precedenti negativi, come Atene, o i pregiudizi legati ad una certa tradizione italiana, corruzione e opere inutili, rischiano di farci perdere un'occasione - spiega Zanchini -: noi ambientalisti abbiamo scelto un approccio pratico, valutando tema per tema». Un «sì» subordinato ad una serie di condizioni, quindi, sulle quali comunque il Comitato promotore ha dimostrato fin da subito apertura. Anzitutto, le basi: «Non si può realizzare nulla di diverso da quanto previsto nel piano regolatore, per intenderci non si potrà rendere edificabile un'area che non lo sia». Poi, i progetti: «Poche opere nuove e utili - continua il vice presidente di Legambiente - ma l'aspetto più importante è che la maggior parte degli impianti previsti nel progetto, circa l'80 per cento, esiste già, come lo stadio Flaminio, abbandonato da anni e senza alcuna prospettiva di riqualificazione». Soprattutto, si potrebbe finalmente avviare quella famosa «cura del ferro» che ormai, trascorsi decenni, non è più solo un'opportunità ma un'esigenza: «Roma non ha progetti che riguardano il ferro, non si sa neanche quando e dove si fermerà la metro C, per questo l'inclusione nel dossier olimpico di opere essenziali come l'anello ferroviario cambierebbe il volto della città ben oltre il 2024: immaginate una sola linea di collegamento tra le varie stazioni periferiche e turistiche come San Pietro e stadio Olimpico collegate anche alla metropolitana, finalmente una vera rete dei trasporti». Altro tema su cui però si dovrebbe esprimere sempre il Comune, il parco del Tevere: «Un vero e proprio parco - conclude Zanchini - accessibile, con le ciclabili, degno di una capitale».