Metà dei fondi assegnati a dieci realtà. Lampis: «Premiamo chi crea lavoro» Ammonta a 9,3 milioni di euro la voce di spesa che la Provincia spende annualmente attraverso la ripartizione cultura italiana. La fetta più grossa va alle associazioni e istituzioni culturali più grandi. Ma sono in aumento anche i privati cittadini. Antonio Lampis, direttore della ripartizione: «Premiate le realtà del territorio». BOLZANO Nove milioni e trecentomila euro. É la cifra che la Provincia ha liquidato nel 2015 alle associazioni attraverso la ripartizione cultura italiana. La fetta più grossa della torta va alle associazioni e istituzioni culturali più grandi. Ma sono in aumento anche i privati cittadini che ottengono sovvenzioni per studiare le lingue straniere. Le cifre liquidate nel 2015 sono state da poco messe online sul sito della Provincia. La spesa complessiva è di 9,3 milioni, soldi liquidati in seguito all'approvazione di circa un migliaio di delibere. In pratica ogni giorno lavorativo del 2015 sono state liquidate qualcosa come tre richieste di contributo. Rispetto al 2014 i contributi liquidati sono aumentati di 300mila euro. A beneficiare delle sovvenzioni sono uno stuolo di associazioni, circoli culturali e istituzioni di varia grandezza. La cifra più consistente, oltre un milione di euro, è destinata alle biblioteca comunali di Bolzano e dei centri in cui c'è una significativa presenza italiana. Oltre 500mila euro invece vanno ai privati cittadini che si iscrivono a corsi di lingua. «Un risultato importante, il trend si vede già da anni. E sulle certificazioni abbiamo risultati ottimi» commenta l'assessore Christian Tommasini. Rimangono dunque quasi 8 milioni che si spartiscono poche grandi realtà. Praticamente una decina di associazioni e istituzioni culturali che prendono metà del totale dei contributi erogati dalla ripartizione cultura. Il Teatro stabile è l'istituzione più foraggiata con quasi 1 milione di euro nel 2015. In seconda posizione si trova il Centro studi Palladio con 536mila euro e poi l'associazione Cristallo che arriva a 530mila. Nella top ten figurano anche il Consorzio lavoratori studenti con 509mila euro, la Fondazione Upad con 345mila, la scuola di lingue Alpha Beta con 306mila, l'Arci con 276mila, il Cesfor con 259mila, il centro don Bosco con 222mila e la società cooperativa Tangram che arriva a 203mila. Soprai 100mila euro, ovvero tra le posizioni 10 e 20, si trovano invece diversi centri giovanili e altre agenzie di formazione. In fondo alla graduatoria invece le piccole associazioni della periferia che spesso e volentieri non arrivano nemmeno a mille euro. All'anno. Poi ci sono gruppi giovanili, scouts, circoli fotografici. Una realtà tanto vasta quanto variegata che costituisce il collante della comunità italiana dell'Alto Adige. Nella lista compare anche il circolo La Comune ma i responsabili dell'associazione chiariscono che si tratta di fondi stanziati nel 2014. «Dal 2015 non prendiamo più nemmeno un euro anche se le ispezioni fatte nel 2013 hanno dimostrato che tutta la contabilità era in ordine» spiegano dal circolo che ha inventato «L'Arte del far ridere» ed è stato protagonista di un durissimo scontro con la Provincia proprio sui contributi. Per il momento la presidente Elisa Forcato non vuole commentare la classifica dei contributi ma si riserva di farlo nei prossimi giorni. «Ci sarebbe molto da dire sulla politica culturale della Provincia» spiega la presidente de La Comune.