L'operazione condotta dal nucleo del Nipaf investe anche le aree limitrofe al Lago di Paola SABAUDIA Discariche a cielo aperto nella foresta secolare del Parco del Circeo: plastica e nuovi scarichi abusivi SABAUDIA Quintali di rifiuti speciali, ed in particolare centinaia di metri di plastica, di quella solitamente impiegata per le serre, sono stati scoperti dagli uomini del Nipaf, il Nucleo di polizia ambientale e forestale, nel corso dei controlli a tappeto iniziati quindici giorni fa sulle sponde del lago di Paola per contrastare il fenomeno degli scarichi fognari abusivi. I teloni di plastica erano stati sepolti in aree agricole ad una profondità di circa un metro a diretto contatto con la falda freatica. «Qualcuno aveva pensato bene di disfarsi di circa seicento metri di plastica seppellendola sotto mezzo metro di terra senza rendersi probabilmente conto dei gravi effetti inquinanti di questo materiale. Rifiuti difficilmente biodegradabili che si trovavano lì da diversi anni, in aree agricole che in passato non erano state sufficientemente controllate» ci spiega il direttore del Parco nazionale del Circeo Piero Di Lascio all'indomani dell'operazione compiuta dal Nipaf unitamente ad una pattuglia del Comando stazione della Forestale di Sabaudia comandata dall'ispettore Rossi. La scoperta delle tre discariche interrate è avvenuta durante i controlli disposti dallo stesso comandante provinciale del Corpo forestale per accertare quante effettivamente siano le ville comprese fra la Baia d'Argento, una area che racchiudeva un tempo nel nome una alta qualità urbanistica ed ambientale, ed il Lungomare che scaricano i liquami domestici direttamente nel lago o i cui proprietari non si preoccupano di svuotare periodicamente, come impone la legge, i maleodoranti rifiuti organici che si accumulano nei pozzi. «Quando si parla di inquinamento siamo soliti puntare il dito sugli assenti, sui vacanzieri della domenica o comunque sui non-residenti. L'operazione che vede impegnati i miei uomini dimostra, come ho avuto modo di far presente anche al sindaco, che spesso ci facciamo male da soli. In altre parole a non rispettare norme e regole ambientali è proprio chi vive a Sabaudia» commenta Di Lascio confortato dalla forza dei numeri. «Almeno sette abitazioni su dieci, relativamente all'area controllata che comprende Palazzo e la Baia d'Argento, hanno scarichi fognari abusivi. Un fenomeno che le multe da sole non bastano a contrastare. A voltare pagina debbono essere gli stessi proprietari delle ville dotandosi, in attesa di essere collegati alla rete fognaria, di pozzi di contenimento di cemento che non consentano cioè la dispersione dei liquami nel sottosuolo o, come in molti casi abbiamo accertato direttamente nelle acque del lago di Paola». Nell'ultima settimana i «berretti verdi» della Stazione di Sabaudia, comandati dall'ispettore superiore Cargnelutti e dal suo vice, ispettore Rossi, hanno scoperto altri quindici scarichi abusivi che si aggiungono ai venti della settimana precedente. Almeno il settanta-ottanta per cento delle ville ispezionate erano dotate soltanto di fosse biologiche ad assorbimento e non già a tenuta stagna come prevede la legge. Ciò significa che i "reflui domestici" finivano per impregnare il terreno ed in molti casi la falda freatica con successiva dispersione nelle acque del lago di Paola. Ma non basta: alcuni proprietari, cresciuti alla scuola del "fai da te" si erano improvvisati anche idraulici collegando i cosiddetti "pozzi neri" a tubi che scaricavano i liquami direttamente nel lago di Sabaudia. martedì 12 luglio 2005
Baia: tra argento, rifiuti e pozzi neri
Il Nipaf ha condotto un'operazione di controllo a tappeto sulle sponde del lago di Paola per contrastare il fenomeno degli scarichi fognari abusivi. Durante i controlli sono stati scoperti centinaia di metri di plastica e rifiuti speciali, in particolare centinaia di metri di plastica solitamente impiegata per le serre, sepolti in aree agricole ad una profondità di circa un metro a diretto contatto con la falda freatica. I rifiuti sono stati trovati in aree agricole che in passato non erano state sufficientemente controllate.
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