Al convegno di Bosa illustrato un progetto di presentazione all'interno del mondo dei club BOSA. Mont'e Prama: un patrimonio ancora tutto da scoprire, con il profumo di forte potenziale richiamo per un turismo di qualità. Questo in sintesi il messaggio che arriva dal convegno organizzato dal Rotary Club Bosa, che inaugura l'attività del presidente Roberto Deiana. Sul palco a introdurre i lavori e presentare i qualificati ospiti della serata celebrata, giovedì nel chiostro del Carmelo, a Bosa alla presenza di un nutrito e attento pubblico. L'ordinario di geofisica all'università di Cagliari Gaetano Ranieri, l'archeologo Raimondo Zucca, il docente Attilio Mastino, Alessandro Usai in rappresentanza della Soprintendenza, sul fronte scientifico. Mentre a spiegare l'idea del distretto Rotary di Oristano l'architetto Maura Falchi, presidente della commissione progetti che ha dato vita a "Rotary for Sardinia giants," con l'obiettivo di coniugare il potenziale forte richiamo delle grandi statue ritrovate a Mont'e Prama con le esigenze di rilancio di un territorio dove accanto a mille meraviglie non mancano di certo problematiche di povertà e disoccupazione. «Gli scavi vanno avanti», assicurano dalla Soprintendenza di Cagliari e Oristano, dopo le relazioni di Gaetano Ranieri e Raimondo Zucca, l'archeologo Alessandro Usai. Non senza prima un richiamo culturale «Non chiamiamoli giganti, quelle sono figure enormi, rozze e incivili, ci dicono gli anziani. A Mont'e Prama abbiamo invece una società nuova, un nuovo modo di scolpire la pietra, di tumulare», afferma Usai. Una civiltà che pone tante domande quella dei guerrieri ritrovati per caso nella pianura dell'oristanese. «Chi erano e quando sono stati scolpiti? Statue di grandi dimensioni in Sardegna? Assomigliano ai bronzetti? Chi ha fatto a pezzi queste statue ritrovate vicino a betili, tombe e tanti modelli di nuraghe, e perché?», alcuni dei quesiti proposti da Ranieri. A cui ha cercato di dare risposta, ma lasciando spazio a tanti interrogativi ancora aperti, l'archeologo Raimondo Zucca. Mentre Attilio Mastino chiude con un richiamo alla «Necessità di unità», sottolineando che «le statue di Mont'e Prama sono originarie della costa centro occidentale dell'isola, dell'area di Cornus», forse poi trasportate verso la località dove saranno ritrovate. Nell'ottobre del 2014 viene quindi lanciata l'idea, "Un progetto di servizio subito condiviso da Bosa e da altri Club," per quello che nel 2016 si avvia a diventare vera e propria azione. Con logo, grafica web, definizione di eventi da rilanciare nell'intero universo rotaryano che in giro per il mondo conta oltre un milione e mezzo di aderenti. «Aiuta la storia a fare un passo da gigante», lo slogan in italiano e inglese, che vuole diventare richiamo per far approdare nell'isola turisti attenti alla cultura. Alessandro Farina
SARDEGNA - Il Rotary ambasciatore dei Giganti
Il Rotary Club Bosa ha organizzato un convegno per presentare un progetto di turismo di qualità basato sul patrimonio di Mont'e Prama, un sito archeologico in Sardegna. Il progetto, chiamato "Rotary for Sardinia giants", vuole coniugare il potenziale del sito con le esigenze di rilancio di un territorio con problematiche di povertà e disoccupazione. L'archeologo Alessandro Usai ha spiegato che le statue ritrovate a Mont'e Prama sono di una civiltà nuova e incivile, e che ci sono ancora molti quesiti aperti sulla loro origine e sulla loro scultura. Il progetto vuole lanciare un richiamo culturale per far approdare turisti attenti alla cultura in Sardegna.
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