Cosa ha spinto migliaia di palermitani a mettersi educatamente in fila, venerdì a tarda sera, per visitare il Palazzo Reale? Storici, critici dell'arte e urbanisti sono tutti d'accordo: la "Notte reale" è stato un successo che viene dalla fame di bellezza e dal desiderio di riappropriarsi dei luoghi della sovranità e della propria identità. Perché le radici dell'Isola sono anche custodite lì dentro, nel palazzo del parlamento più antico d'Europa. Ma proprio in un luogo che custodisce tanta bellezza, in questi giorni si discute dell'ennesima sanatoria per le costruzioni edificate entro 150 metri dalle coste. E davanti a questa coincidenza, gli studiosi non restano indifferenti. «È una contraddizione che la classe politica si riunisca in un luogo così bello per votare una legge che distrugge il patrimonio dell'Isola dice il critico d'arte fiorentino Tomaso Montanari dobbiamo essere noi i custodi della bellezza. Il bello non è un dato di natura, senza difese non resiste. I siciliani hanno l'onere e il destino di proteggerlo per conto del mondo intero». Come si spiega il successo dell'iniziativa? I numeri parlano da sé: già alle 18, un'ora prima dell'apertura dei cancelli, oltre 500 persone erano in fila. E la chiusura è stata posticipata alle 2 di notte per permettere ai 15 mila visitatori di passeggiare tra le sale che hanno fatto la storia della Sicilia. «Non è solo arte, ma anche la curiosità quasi morbosa di conoscere i luoghi della politica. Luoghi che in Italia coincidono sempre con la bellezza e che i sovrani sceglievano per legittimare il proprio potere », prosegue Montanari. E per la prima volta in tanti hanno potuto accedere a quelle stanze e ai giardini reali di norma non aperti al pubblico. «Tutti hanno potuto vedere la Cappella Palatina dice lo storico dell'arte Philippe Daverio, che più volte ha portato le telecamere della Rai tra i mosaici bizantini Ma pochissimi hanno potuto ammirare, da una posizione ravvicinata, i mosaici bizantini della Torre Pisana. Un privilegio che resta nelle mani della classe politica». Ma l'accesso all'Ars, dopo la "Notte Reale", non sembra poi così lontano. «Il successo dell'evento ci porta a riflettere dice il critico d'arte Achille Bonito Oliva Se la gente si avvicina a un luogo di potere, vediamo un chiaro segnale: l'apertura del palazzo è possibile. È possibile essere più vicini ai cittadini ». «Entrare in quei luoghi significa purificarli, sanarli, guarirli aggiunge l'urbanista Maurizio Carta Solo l'ingresso di una persona comune, che ogni mattina si alza presto per lavorare, può cambiarne l'immagine compromessa da scelte spesso impopolari ». È d'accordo anche Gianni Puglisi, presidente della Commissione italiana per l'Unesco. «Chi è entrato nel palazzo cercava la bellezza, ma soprattutto la vera democrazia. Mi auguro che per una sera abbiano coperto con un velo l'attualità politica e si siano lasciati andare all'estasi della pace». Altro dato da analizzare è la prevalenza di siciliani tra i tanti che hanno riempito le lunghe file che giungevano fino a Piazza Indipendenza. «Sono giunti visitatori da tutte le province, cosa che ci riempie di orgoglio», dice Francesco Forgione, presidente della Fondazione Federico II che ha organizzato l'evento. La presenza di tanti isolani, per lui, non è solo dovuta alla forza del brand Unesco, o alla curiosità di visitare quelle stanze fino ad oggi chiuse al pubblico, come la cinese e la pompeiana appena restaurate. «Sono giunti fin qui anche per passeggiare e riappropriarsi dei luoghi della terra madre. Solo così si riacquisisce la consapevolezza della propria identità». «Si pensi alle mura puniche, alle testimonianze medievali e rinascimentali continua Carta Un patrimonio culturale che non tutti i cittadini conoscono ». Dopo le emozioni provate tra stanze appena restaurate e i quadri di Antonio Ligabue, in mostra al Palazzo, in tanti chiedano che l'esperienza delle porte dei palazzi aperte anche di notte non resti un evento isolato. Perché i posti da visitare sarebbero tanti, tantissimi. «Ma il patrimonio storico di Palermo è abbandonato, basti pensare alla Cuba di Villa Napoli. Nonostante ciò, la gente ha una grande voglia di riscoprire chi è e da dove viene prosegue Daverio Questo può essere il primo passo per il rilancio urbanistico di una città con un potenziale enorme ma che si trova in uno stato di dormiveglia». «Non escludiamo altri eventi in futuro», risponde Forgione. Intanto però «anche Palermo ha seguito l'esempio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha aperto le porte del Quirinale ai romani e ai turisti», conclude Puglisi. E i cittadini assicurano una buona affluenza. «Mercoledì, in contemporanea, apriva il museo Salinas e si celebrava l'anniversario del percorso arabo normanno conclude Carta e il pubblico dei due eventi era numerosissimo. È un nuovo Rinascimento ».
La folla di visitatori al Palazzo Reale "Nuovo Rinascimento"
Migliaia di palermitani si sono riuniti venerdì sera per visitare il Palazzo Reale, un evento che è stato un successo grazie alla fame di bellezza e al desiderio di riappropriarsi dei luoghi della sovranità e della propria identità. L'evento è stato organizzato dalla Fondazione Federico II e ha visto la partecipazione di oltre 500 persone in fila, con la chiusura posticipata alle 2 di notte per permettere ai 15 mila visitatori di passeggiare tra le sale che hanno fatto la storia della Sicilia. Gli studiosi hanno notato che l'evento è stato un successo grazie alla curiosità di conoscere i luoghi della politica e alla possibilità di ammirare la bellezza del palazzo.
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