Marcia indietro degli assessori Lepore e Gambarelli: "Aspettiamo solo il via libera della Soprintendenza..." Il concerto che non s'aveva da fare adesso si farà. Almeno, ci si proverà fino in fondo, marciando alla meta uniti e compatti. E' stato il Comune a farlo sapere, ieri sera, con una nota firmata dagli assessori Bruna Gambarelli (Cultura) e Matteo Lepore (Economia). «Il concerto fa parte del calendario di Bologna Estate. L'abbiamo ritenuto fin da subito un appuntamento da confermare anche quest'anno, e vorremmo che il 4 settembre si tenesse in Piazza Maggiore». Dallo stesso Comune, due giorni fa, era partita una lettera, agli organizzatori di Radio Bruno, che il permesso per farlo, quel concerto, lo negava. Così avevano pensato (e scritto) negli uffici preposti. Dal piano della giunta si fa sapere ora che si tirerà dritto. «Lunedì mattina trasmetteremo la richiesta in Soprintendenza auspicando che venga accolta». E' là, dunque, che sull'uso della piazza più bella della città storcono il naso. Poi però, dalla Soprintendenza, s'era saputo, venerdì sera, che di questa storia nulla sapevano. Il giallo s'infittisce. A domani, dunque, per la prossima puntata. Se tutto è bene quel che finisce bene, siamo in vista del traguardo. E se un anno fa il festival di Radio Bruno era stato uno degli eventi musicali dell'estate, con migliaia di persone a cantare sul Crescentone assieme ad Alvaro Soler e a Nina Zilli, il bis pare imminente, dissolvendo ogni perplessità. Eppure, è solo l'altro ieri quando così scrivono i tecnici comunali: «Piazza Maggiore ospita già eventi di alto interesse culturale», e quindi «le giornate in cui i pregevoli monumenti sono liberamente fruibili non sono molte». Tradotto, niente festival, laddove galoppa il cinema sotto le stelle, e dove, in autunno, trovarono ampio spazio gli stand delle classiche kermesse del palato, dal Cioccoshow a MortadellaBò. A Radio Bruno avevano preso e incartato, con intuibile disappunto. E s'erano messi a cercare per il festival un altro posto dove traslocare in tutta fretta, col loro bel cartellone che schierava, tra gli altri, J-Ax e Fedez. La bocciatura a sorpresa scendeva poi per percorsi intricati. Dapprima era parso che fosse arrivata dalla nuova Soprintendenza, il maxi- ente guidato da Luigi Malnati. Ma lui, venerdì sera, aveva negato il suo coinvolgimento («Non so nulla di questa vicenda, sono in ferie da due settimane»). Così, quando ieri era spuntata la lettera con cui Palazzo d'Accursio "stoppava" Radio Bruno, s'era capito che la bocciatura usciva dagli uffici comunali. A scrivere a Radio Bruno, venerdì, è difatti l'ufficio Tutela e gestione centro storico, così motivando la bocciatura: «In considerazione dell'importante valore storico e monumentale di Piazza Maggiore, il suo utilizzo per manifestazioni di grande impatto, in termini di allestimenti e di pubblico, deve essere moderato e attentamente valutato ai fini della tutela dei beni culturali presenti». Non solo. I tecnici di Liber Paradisus ricordano come il Crescentone «ospiti già eventi di alto interesse culturale, anche di lunga durata, cerimonie e celebrazioni di carattere istituzionale civile e religioso, oltre ad un numero limitato di ricorrenti manifestazioni fieristiche e sportive». Insomma, l'elenco, per ammissione del Comune, è lungo. Tanto che le giornate «in cui i luoghi storici sono normalmente accessibili» si contano su una mano. Da qui il mancato permesso. «La proposta ricevuta non è in linea con l'orientamento rispetto all'uso di piazza Maggiore, più volte espresso dall'ente ministeriale preposto alla tutela e condiviso da questa amministrazione». Un modo per far intendere come il Comune marciasse insieme alla Soprintendenza. Contrordine: ora invece, alla Soprintendenza, un paio d'assessori chiederanno l'okay. A Radio Bruno infine, ieri sera, dovevano saltare i tappi per il concerto salvato. Nessuno li aveva ancora avvertiti. Possono tenere le bottiglie in fresco.