Il presidente dell'Ars ferma la discussione prevista per domani: emendamento inammissibile, non verrà portato in Aula. I 5Stelle: chiusa una pagina nera Nessuna sanatoria. Dopo il monito del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, è arrivata la decisione del presidente dell'Assemblea regionale, Giovanni Ardizzone, che ha dichiarato inammissibile l'emendamento che riammette al condono tutte le case che, tra il 1976 e il 1985, sono state costruite entro i 150 metri dalla costa. La proposta di modifica al Testo unico sull'edilizia porta la firma di Girolamo Fazio (Gruppo Misto) e sarebbe stata discussa in aula a Palazzo dei Normanni domani pomeriggio. Ma la decisione di Ardizzone ha stoppato il pronunciamento di Sala d'Ercole: "L'emendamento ha detto il presidente del parlamento regionale contiene evidenti profili di incostituzionalità. Pertanto è inammissibile e quindi domani non verrà discusso. Gli uffici dell'Ars avevano già evidenziato tali anomalie durante l'esame in commissione Ambiente ma l'emendamento è stato inopinatamente messo ai voti". Della stessa linea si dichiara proprio il presidente della Quarta commissione Mariella Maggio (Pd), che chiarisce: "Ha fatto bene Ardizzone a dichiarare inammissibile la proposta di Fazio. E' vero, quando il testo dell'emendamento è strato esaminato in commissione l'avevo dichiarato ammissibile ma era un testo completamente diverso: la nuova proposta apparentemente arretra al 1985 il riferimento è all'intervallo temporale di costruzione delle case che sarebbero state ammesse a sanatoria , ma in realtà allarga e di molto l'aera di interesse alle zone semi-urbanizzate". E in effetti, proprio gli uffici dell'Ars avevano già dichiarato incostituzionale l'emendamento di Fazio, scrivendo in una nota: "La norma risultava, nella sua interpretazione letterale, infelice, oscura e di non facile interpretazione poiché non era chiaro se fosse direttamente applicabile alla generalità della cittadinanza ovvero fosse indirizzata solamente agli enti locali. Pertanto si legge nella nota le disposizioni sulla inedificabilità assoluta delle costruzioni all'interno dei 150 metri dalla battigia devono intendersi direttamente e immediatamente applicabili ai privati fin dal 1976". E non solo: secondo l'Ars, "l'emendamento, ampliando l'applicazione del condono edilizio, addirittura 31 anni dopo l'approvazione della norma di riferimento, sembra anche contrastare con il principio di ragionevolezza, e altro aspetto critico è la previsione del silenzio-assenso da parte delle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali sulla autorizzazioni paesaggistiche che è possibile solo per quelle autorizzazioni espresse nelle relative conferenze di servizi". Intanto, Girolamo Fazio non molla: "Non conosco le motivazioni della decisione del presidente Ardizzone dice a Repubblica ma questa è palesemente in contrasto con quanto ha deciso la commissione che ha studiato, votato e approvato il mio testo. Vogliono farmi stare zitto, ma domani mi sentiranno". Per domani, infatti, il deputato del gruppo Misto ha previsto una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni. Il Movimento 5Stelle commenta: "Non possiamo che apprezzare l'atto di coerenza con il quale si chiude una pagina nera della politica regionale.Allo stesso tempo, però, non è possibile tacere sull'ipocrisia delle ultime ore. Lungi da noi aizzare gli uni contro gli altri in un momento delicato come quello che i deputati siciliani saranno chiamati ad affrontare nella seduta d'Aula di domani, dove si voterà un legge storica, la riforma edilizia, ma quando è troppo è troppo: i siciliani devono sapere la verità e devono sapere come sono andati i fatti. Il famigerato emendamento sulla sanatoria edilizia nelle coste poteva essere stoppato già tre settimane fa. Carte alla mano, la Commissione ambiente - guidata dal Partito democratico- avrebbe potuto dichiararne l'inammissibilità da subito per violazione dei limiti costituzionali e chiudere definitivamente la partita. Lo avrebbe potuto fare perché furono gli stessi uffici della Commissione a sollevare il conflitto costituzionale e ciò lo si legge dal verbale del 12 luglio 2016: "il Presidente [della Commissione] riporta sommariamente il contenuto di una nota preparata dagli uffici in merito ad una possibile incompatibilità costituzionale dell'emendamento [] indi pone in votazione l'emendamento". In altre parole, la presidenza della Commissione avrebbe potuto bloccare la votazione semplicemente dichiarando l'inammissibilità dell'emendamento e lo avrebbe potuto fare, forte di quella nota scritta dagli stessi uffici della Commissione. I fatti, invece, sono andati diversamente: quella nota fu letta e ciononostante l'emendamento fu dichiarato - paradossalmente - ammissibile. Dopo la sollevazione popolare del mondo ambientalista, questa mattina il Partito democratico, per pulirsi la faccia dall'errore, annunciava sui giornali di depositare in Aula una "pregiudiziale di costituzionalità" sull'emendamento, sostenendone adesso - l'inammissibilità. Fortunatamente, su questa squallida vicenda dopo la nostra ferrea opposizione, è intervenuto il presidente Giovanni Ardizzione che ha chiuso la partita e bloccato definitivamente l'emendamento sul condono edilizio. Una vittoria del M5S, una vittoria per chi difende l'ambiente".
Stop alla sanatoria, Ardizzone: è incostituzionale
Il presidente dell'Assemblea regionale, Giovanni Ardizzone, ha dichiarato inammissibile l'emendamento al Testo unico sull'edilizia che riammette al condono tutte le case costruite entro i 150 metri dalla costa tra il 1976 e il 1985. La proposta di modifica era stata presentata dal deputato Girolamo Fazio (Gruppo Misto) e sarebbe stata discussa in aula a Palazzo dei Normanni domani pomeriggio. Ardizzone ha affermato che l'emendamento contiene evidenti profili di incostituzionalità e pertanto è inammissibile.
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