Il rapporto tra Islam e luoghi di culto è dettato dai pronunciamenti e gli atti di Maometto, più che dal Corano. Il principio che tutta la Terra deve essere un luogo di culto per il buon musulmano fa delle moschee un luogo come ogni altro, ma deputato a raccogliere i musulmani che vogliono rivolgersi a Dio. Questo accade nella teoria e nell'ideale giuridico e di devozione, anche per implicita contrapposizione alla sacralità di chiese e sinagoghe. Diverso è però il caso dei musulmani che entrino nelle chiese o nei luoghi di culto di altre religioni. Fu una questione che toccò i musulmani fin dalle origini, dato che le conquiste li portarono in molti territori con comunità cristiane e chiese. Alcune testimonianze storiche raccontano che figure eminenti del primo Islam non ebbero problemi ad entrare in chiese, per riposarsi o per trovar riparo. L'unico vero motivo di imbarazzo era costituito dalle immagini, espressamente vietate da un altro pronunciamento di Maometto. La questione della presenza di immagini o statue nelle chiese è ciò che ha determinato discussioni e pronunciamenti diversi da parte delle scuole giuridiche dell'Islam sunnita. La scuola considerata spesso più liberale, quella hanafita, vieta ai musulmani di entrare nelle chiese, mentre quella più tradizionalista, la scuola hanbalita, lo permette, anche se lo sconsiglia. Le altre scuole danno risposte diverse, sottolineando che partecipare in piena consapevolezza ai rituali cristiani è ovviamente vietato, mentre entrare in una chiesa senza alcuna intenzione di devozione non costituisce alcun problema. Dotti e giudici hanno a lungo dibattuto su questo tema, come di molti altri, offrendo risposte non concordi e contrastanti. Diverso è l'atteggiamento degli sciiti e dei salafiti. Questioni generiche di purità rituale e soprattutto una tendenza a separarsi dal resto dei musulmani e dalle altre comunità religiose si riflettono anche su tale questione. Per i primi vige il principio che il musulmano non dovrebbe entrare nelle chiese tanto che ciò è espressamente vietato in Iran. I salafiti, invece, nonostante la loro vicinanza alla scuola hanbalita, sono per un netto divieto. Anche per loro il problema sono le immagini e le statue.