VENEZIA. Guardasala in sciopero e la Fondazione Musei civici è stata costretta a chiudere quasi tutte le sedi, nonostante ieri non mancassero turisti in fila per una visita a mostre permanenti ed esposizioni temporanee. L'80 per cento dei lavoratori delle cooperative si è fermato per protestare contro il nuovo appalto che non dà loro garanzie per il futuro, solo alcune sale di palazzo Ducale sono rimaste aperte. Oggi ci saranno ancora disagi, lo sciopero prosegue per tutta la giornata. In mattinata, una delegazione dei 450 lavoratori delle cooperative ha raggiunto il Comune per far sentire la propria voce durante il consiglio comunale, già presidiato dai dipendenti pubblici e dagli artisti della Bevilacqua La Masa. Poco prima delle 13, quando in sala è entrato anche il sindaco Luigi Brugnaro, Emanuele Congia, uno dei guardasala del Museo di Storia Naturale, ha preso parola. «Molti dei colleghi non sono riusciti a salire (ieri il Comune era blindato, hanno potuto essere presenti solo i rappresentanti, ndr ) - ha detto - chiediamo solamente che nell'appalto venga inserita, come è sempre stato, la clausola di salvaguardia sociale che garantisce la continuità lavorativa per i dipendenti della cooperativa uscente». Immediata la replica del sindaco: «Falso». Il lavoratore ha però proseguito: «la clausola sociale c'è ovunque in Italia, non comprendiamo perché non possa esserci a Venezia». Di nuovo Brugnaro: «E' falso, falso», ma Congia non ha porto l'altra guancia, anzi è passato all'attacco. «Non sarei qui a parlare, sono l'ultimo anello della catena e come me ci sono 450 lavoratori senza garanzie».